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Piante officinali in Calabria

liquirizia

Liquirizia

Glycyrrhiza glabra  L.

Famiglia: Papilionatae

La liquirizia era una pianta importante nell’antico Egitto, in Assiria e in Cina, era già nota nell’antica medicina greca ma solo nel XV secolo è stata introdotta dai frati domenicani in Europa. Come risulta dal primo erbario cinese, in Asia la liquirizia viene utilizzata da circa 5.000 anni ed è una delle piante più importanti. I medici cinesi la prescrivono da sempre per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari.

Habitat

Terreni incolti aridi da 0 a 1000 m.

Morfologia

Pianta erbacea perenne, alta da 40 a 100 cm, viscida. Fusto eretto, scanalato, spesso ispido. Foglie 8-12  cm con 9-15 segmenti ovali  o ellittici (1-2 per 3-5 cm), all’apice arrotondati e spesso mucronati. Racemi maggiori della foglia ascellante, allungati e più o meno lineari; corolla bianco-arzzurrina; vessillo 8-12 mm,  legume glabro o con poche setole; semi 2-6.

Parti utilizzate:

Radice

Usi

Usi tradizionali

Medicinale: espettorante, digestiva, antiulcerosa.

Dolciario

Modalità di utilizzazione:  la radice si secca e si conserva a bastoncini di 10 cm circa; è masticata tal quale per problemi legati allo stomaco, sia digestivi che di ulcera, bruciori etc. Entra nei decotti insieme ad altre essenze, come espettorante e come correttore dei sapori delle tisane. La radice è utilizzata per la produzione di liquori  e di creme di liquirizia. Nella tradizione calabrese la radice di liquirizia è usata per la produzione della pasta di liquirizia ottenuta per concentrazione, attraverso la bollitura della radice con l’acqua.

Dalla pasta di liquirizia si ottengono altri prodotti come le spezzate, le gommose e la polvere,  quest’ultima usata per i liquori, per dolci e per i gelati.

Nomi dialettali

rigarizza, rigulizia, ciavurrina, lagurizia, ligurizia, margulizzia, miringuluzia, niciriza, pastagulizzie, riulizzu virgorizza, nicorizza.

Glycyrrhiza glabra: pianta - fiore- radici - raccolta radici

Le notizie riportate nelle schede monografiche sono solo informative. L’eventuale uso delle essenze deve essere effettuato seguendo le indicazioni di personale specializzato.

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