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A Laino Borgo si è parlato di Agricoltura, Territorio e Biodiversità dell’orticoltura del Pollino

Martedì 24 agosto si è svolto all’aperto, nella bellissima piazza Navarro di Laino Borgo, il convegno dal titolo “AGRICOLTURA E TERRITORIO – ritorno alla terra guardando al futuro: i giovani si raccontano”. L’interessante e partecipato convegno, è stato organizzato dall’Associazione Archeo GEO Pollino e dalla Proloco, patrocinato dalle Amministrazioni comunali di Laino Borgo e Laino Castello.

I lavori sono stati introdotti e coordinati da Terenzio Calvosa presidente dell’Associazione. Sono intervenuti: Maria Angelina Russo Sindaco di Laino Borgo, che dopo aver portato i saluti dell’Assessore Regionale all’agricoltura Gianluca Gallo, ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione comunale per il settore agricolo e prodotti locali;  Gaetano Palermo, Sindaco di Laino Castello, che ha evidenziato l’importanza degli impianti irrigui gestiti dal Consorzio di Bonifica dei Bacini Settentrionale del Cosentino e la necessità che questo Ente mantenga gli impianti sempre efficienti in quanto essenziali per lo sviluppo del   comparto orticolo dell’area. Il Sindaco ha rimarcato inoltre l’importante ruolo svolto dall’ARSAC nell’assistenza tecnica alle singole aziende agricole dell’area; Mario Donato della Proloco di Laino Borgo che ha evidenziato la necessità della promozione dei prodotti locali.

A seguire le testimonianze dei giovani produttori: Riccardo Cersosimo, Giovanni Donadio, Vincenzo Manfredi e Giuseppe Pitillo che hanno raccontato le loro esperienze di coltivazione e produzione del Fagiolo poverello bianco, dell’Aglio di Laino Borgo e di altri ecotipi locali

Ha concluso i lavori Luigi Gallo dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), che ha relazionato sul tema della biodiversità dell’orticoltura del Pollino, evidenziando le qualità del Fagiolo poverello bianco e dell’Aglio di Laino Borgo, e i possibili risvolti occupazionali per i giovani.

Dall’inizio degli anni 90, ha precisato subito Luigi Gallo, l’Arsac oltre a fornire assistenza tecnica alle singole aziende, ha realizzato diversi progetti e iniziative finalizzate al rilancio e alla valorizzazione dell’orticoltura tipica del Pollino e di alcuni ecotipi locali. I risultati ottenuti da ricerche e indagini, realizzate dall’Arsac in collaborazione con prestigiose Istituzioni di ricerca (l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Bari, il CREA-Centro Ricerca per l’Orticoltura di Pontecagnano (SA), l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’ENEA, ecc.), sono stati divulgati su riviste specialistiche e tramite altri mezzi della comunicazione. In questa lunga attività, ha proseguito il divulgatore Arsac, abbiamo sempre avuto la disponibilità e la collaborazione da parte dei sindaci dei comuni di Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno sui cui territori si sviluppa l’orticoltura tipica del Pollino. Una vasta area quasi contigua di circa 2000 ettari che va da sud verso nord, dove si coltivano diverse specie orticole tra cui, Fagiolo borlotto ceroso nano e rampicante, Zucchine, Pomodoro, Aglio di Laino Borgo a marchio De.Co., ed il Fagiolo poverello bianco a marchio De.Co, ecotipo locale di altissima qualità, come evidenziato anche dagli studi che l’Arsac ha effettuato in collaborazione con il CNR e altre istituzioni di ricerca. Negli anni, nell’ambito di uno sviluppo complessivo dell’orticoltura tipica del Pollino, l’Arsac ha organizzato seminari riguardanti le tecniche di coltivazione del Fagiolo poverello bianco e di altri ecotipi locali

Questa azione di formazione ha stimolato anche la nascita di società cooperative di giovani agricoltori con alto livello culturale (alcuni laureati) che producono Fagiolo poverello bianco e altri legumi, oltre a specie orticole e cereali tipici. Il Gruppo di Azione Locale (GAL) Pollino Sviluppo ha contribuito al rilancio della coltivazione del Fagiolo Poverello bianco, con l’attivazione di microfiliere specifiche nei Piani di Sviluppo Locale (PAL), nell’ambito degli ultimi due Piani di Sviluppo Rurali (PSR) regionali, finanziando alcuni interventi di ammodernamento aziendali a favore di giovani produttori singoli e/o associati.

Non dimentichiamo inoltre, ha precisato Gallo, che la coltura di questo ecotipo avviene in condizioni di una “ecologia integrale” in quanto, a fine ciclo lascia le condizioni pedologiche e ambientali migliori di come le ha trovate. La qualità del “Poverello”, i programmi di valorizzazione ed i vari incontri con i produttori, hanno contribuito a far conoscere il “Poverello Bianco” anche al di fuori del territorio del Parco Nazionale del Pollino. Tutto questo ha portato a un aumento della domanda di “Poverello” determinando un aumento del prezzo del prodotto che ha “stimolato” nuovi agricoltori a dedicarsi alla coltivazione/produzione. I tre Comuni, Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno, considerata la qualità e l’importanza economica del legume, di recente, in comune accordo, con la collaborazione dell’Arsac, hanno istituito la Denominazione Comunale (De.Co.) per il Fagiolo Poverello bianco. È uno dei pochi casi in cui Comuni limitrofi riconoscono allo stesso prodotto agricolo un’unica De.Co.. La qualità eccezionale di questo prodotto, più volte evidenziata attraverso le analisi biochimiche-nutrizionali (alto contenuto proteico medio pari a circa il 26%, ecc.), è riconosciuta dai consumatori come dimostrato dalla grande richiesta del legume tipico del Pollino.

Un altro ecotipo locale di recente riscoperta, è l’aglio di Laino Borgo, per il quale il Comune ha già riconosciuto una De.Co.. Questo ecotipo locale di aglio, nell’ambito dell’orticoltura tipica del Pollino, può assumere un ruolo importantissimo in virtù delle sue caratteristiche e qualità organolettiche e dell’elevata richiesta dei bulbi sul mercato nazionale. L’Italia importa infatti agli da altri paesi (Turchia, Cina, Cambogia, ecc.) che sono sicuramente di qualità inferiori. Pertanto, dico ai pochi produttori, ha rimarcato Gallo, è necessario aumentare la produzione dell’Aglio di Laino Borgo.

L’orticoltura tipica del Pollino, grazie anche all’attività dell’ARSAC, ha assunto quindi una importanza economica non indifferente, che può fornire un reddito importante come dichiarato dai giovani “agricoltori” che abbiamo appena ascoltato. Se questa è la realtà – ha proseguito Gallo – ci dobbiamo domandare: conviene o non conviene fare orticoltura in queste aree?

Da alcune nostre indagini, precisa il tecnico Arsac, risulta che, da un ettaro di fagiolo borlotto, si ottiene un reddito lordo mediamente pari a circa 5 – 6000 euro, da un ettaro di zucchino si ottiene un reddito pari a circa 5.500 euro, da un ettaro di Fagiolo poverello bianco si ottiene un reddito di 8.000 euro e così via. Queste colture inoltre si praticano in un periodo limitato dell’anno (mediamente circa 5-6 mesi) e precisamente da maggio a ottobre, fattore che per i giovani che si vogliono occupare di agricoltura diventa molto allettante.

A conclusione della sua relazione, Gallo ha evidenziato che, il territorio interessato all’orticoltura tipica, è ricco di specificità naturalistiche, architettoniche, paesaggistiche e archeologiche (il Fiume Lao famoso per il rafting, la Grotta del Romito dell’Era del Paleolitico, l’antica Città Greca di Laos distrutta da un forte terremoto nel II secolo A.C., di recente scoperta nel comune di Laino Borgo, ecc.). Quindi, se è vero che, le peculiarità naturalistiche, culturali, archeologiche e architettoniche, insieme ai prodotti tipici, rappresentano la base dello sviluppo sostenibile, i prodotti di cui abbiamo parlato, insieme ad altri, sono strettamente associati a queste peculiarità.

 

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Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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