Riferimento: novembre – dicembre 2026
Attività di monitoraggio e assistenza tecnica
L’ARSAC, nell’ambito delle azioni di sostegno allo sviluppo della corilicoltura in Calabria, frutto della collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola Calabrese, svolge attività di consulenza e assistenza tecnica per la coltivazione del nocciolo e il miglioramento qualitativo della Nocciola Calabrese.
Conclusa la raccolta 2026, sono stati effettuati, presso i magazzini del Consorzio, esami su campioni di nocciole sgusciate, al fine di verificarne la resa e, in particolare, l’incidenza del cimiciato. Grazie anche ai trattamenti eseguiti, è stata rilevata una percentuale media di cimiciato inferiore al 3%, sia per il biologico sia per l’integrato, e un’umidità del frutto inferiore al 6%.
La pianta si avvia verso la fase di caduta delle foglie (foto 1), attualmente pari al 10-15%. Dai monitoraggi effettuati sui principali fitofagi e sulle patologie fungine è stato inoltre rilevato un aumento dei danni da necrosi batterica durante la fase vegetativa.
Di seguito si riportano le indicazioni già fornite nel precedente avviso sulla necrosi batterica del nocciolo, una patologia che provoca danni alle gemme, disseccamento dei germogli, maculature fogliari e cancri corticali. La malattia si manifesta con intensità variabile in funzione della piovosità primaverile. Quest’anno, le abbondanti precipitazioni e l’elevata umidità hanno favorito il suo sviluppo.
I germogli presentano accartocciamenti e disseccamenti, specialmente nella parte apicale, con la presenza di macchie bruno-rossastre ellittiche, lunghe 2-3 mm, ben visibili sull’asse centrale.
Sulle foglie compaiono macchie di colore bruno-rossastro, sia sulla lamina sia sul peduncolo, di forma irregolare e con un diametro di 1-2 mm. Quando interessano anche la lamina, risultano visibili su entrambi i lati della foglia, possono essere accompagnate da un alone clorotico e appaiono traslucide.
Sulle nocciole in accrescimento, la sintomatologia è visibile sulle brattee e sul frutto. Sulla cupola sono presenti maculature leggermente depresse, di colore scuro; un attacco precoce può bloccare lo sviluppo del frutto.
Il batterio è in grado di sopravvivere durante il periodo invernale e, in primavera, veicolato da agenti meteorologici favorevoli (pioggia e vento), può colonizzare le gemme sane e avviare lo sviluppo dell’infezione. Penetra nei tessuti attraverso le aperture naturali, quali stomi e lenticelle, oppure attraverso le ferite. Una volta penetrato, si moltiplica intensamente fino a provocare il disseccamento dei tessuti. Affinché si verifichi l’infezione è necessaria una pioggia infettante oppure un periodo piovoso prolungato. Le temperature ottimali per lo sviluppo della malattia sono comprese tra 18 e 20 °C.
La difesa consiste in interventi di tipo preventivo, in quanto non esistono prodotti curativi contro i batteri fitopatogeni. Di seguito alcune indicazioni per il controllo della necrosi batterica:
- In autunno, a partire dall’inizio della caduta delle foglie, effettuare 2 interventi a base di rame (es. poltiglia bordolese al 20% oppure ossicloruri di rame), secondo le dosi indicate in etichetta e distanziati di circa 15 giorni.
- In primavera, prima della ripresa vegetativa, effettuare 1 trattamento preventivo sempre a base di rame, a un dosaggio più basso rispetto a quello autunnale.
- Prestare particolare attenzione agli attrezzi di potatura, provvedendo alla loro disinfezione e alla disinfezione dei tagli con solfato di rame o con ipoclorito di sodio al 3%. Il limite per il rame è di 28 kg/ha in 7 anni. Si raccomanda di non superare il quantitativo medio di 4 kg di rame per ettaro all’anno.
Il rame, come principio attivo ammesso in agricoltura biologica e utilizzato anche in agricoltura convenzionale, deve essere impiegato esclusivamente attraverso formulati autorizzati per la coltura, verificando attentamente le indicazioni riportate in etichetta del prodotto fitosanitario utilizzato.
Dal punto di vista agronomico, bisogna considerare che il periodo compreso tra la raccolta e la completa caduta delle foglie è importante perché consente alla pianta di recuperare le risorse necessarie per la differenziazione dei fiori femminili, la fioritura, l’impollinazione e la fecondazione.
In questa fase è importante intervenire con la concimazione e, in particolare, con l’integrazione fogliare di due microelementi fondamentali per la fase di fioritura, impollinazione e sviluppo dei nuovi germogli: il Boro e lo Zinco. È necessario effettuare il trattamento quando le foglie sono ancora attive (foto 2).

Questi interventi fogliari apportano elementi che favoriscono lo sviluppo delle cellule destinate alla formazione delle gemme e dei germogli. Lo zinco favorisce la formazione della clorofilla. È quindi fondamentale intervenire in questa fase, in quanto entrambi gli elementi contribuiscono a determinare la formazione delle gemme fiorali dell’anno successivo.
Questo è ampiamente dimostrato e ormai si tratta di un intervento eseguito con successo anche nelle altre aree corilicole italiane.
Si ricorda sempre di utilizzare i prodotti secondo le indicazioni riportate in etichetta. I prodotti sono miscibili e compatibili con i formulati a base di rame da utilizzare per la batteriosi e altre patologie fungine.
Nei noccioleti in cui le condizioni di umidità del suolo lo consentono, questo è il periodo ottimale per effettuare la concimazione del terreno.
Monitoraggio in campo
Le attività di monitoraggio e i rilievi fotografici sono stati effettuati in collaborazione con i produttori associati al Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola Calabrese.
L’attività di osservazione in campo rappresenta uno strumento fondamentale per individuare tempestivamente la presenza delle principali avversità e orientare gli interventi di difesa secondo criteri di prevenzione, sostenibilità e corretta gestione fitosanitaria.
ARSAC – CeDA 15 Serra San Bruno
Divulgatore Agricolo Dr. Antonio Clasadonte

