Il raggrinzimento della buccia

Limonicoltura: il raggrinzimento della buccia (Rumple) Problema ancora non risolto!!!!

 Il raggrinzimento della buccia (chiamato in Florida per la prima volta Rumple) è una malattia molto diffusa nel mondo e nel bacino del Mediterraneo. In Italia è presente in tutti gli areali compreso quello calabrese. L’incidenza del danno di questa malattia sul frutto di limone, con l’estendersi delle superfici investite (e/o convertite) a limone nelle zone litorali ioniche della provincia di Cosenza (e non solo), rende significativa la perdita economica sul territorio.

La malattie è presente  prevalentemente sul limone (soprattutto i cloni appartenenti al gruppo Femminello), danneggia quasi esclusivamente il frutto, in modo tale da comprometterne la commercializzazione come prodotto fresco.

La causa della malattia, ad oggi, non è stata ben identificata, ma viene attribuita a diversi fattori: stress idrici, squilibri nutrizionali (eccesso di azoto in concomitanza con carenze di potassio), carenza di calcio e sospetto di uno o più virus (o virus simili). Ricercatori turchi lo addebitano alla carenza di Manganese (ma ciò non è stato confermato dai ricercatori di altri Paesi e neanche da quelli italiani).

RumpleI sintomi appaiono inizialmente come delle macchie clorotiche, sparse in maniera irregolare sulla buccia, leggermente depresse; su questa zona le ghiandole oleifere si presentano più chiare e ingrossate. Successivamente queste zone imbruniscono. Le ghiandole, in queste zone diventano di colore bruno-verdastro e si riempiono di sostanza gommosa. I primi sintomi compaiono a fine estate sui limoni invernali, poi aumentano progressivamente andando verso l’autunno. Sulla parte colpita del frutto si possono avere perfino delle deformazioni della buccia. Qualche volta può comparire anche una grossa tacca necrotica, più frequente nei frutti che riescono a raggiungere stati avanzati di maturazione. I limoni invernali sono più colpiti dei verdelli.

I frutti più colpiti sono quelli più esterni della chioma e su di essi l’area più danneggiata è quella esterna (probabile maggiore influenza delle condizioni ambientali). Molto probabilmente  nel periodo di inizio invaiatura (in settembre, a seconda selle varietà), forti precipitazioni (che causano stress idrici) ed importanti escursioni termiche ne aumentano l’incidenza dei sintomi. I frutti più interni della chioma sono più protetti e quindi, meno attaccati.

La malattia è più diffusa sui limoni del gruppo femminello piuttosto che su altre varietà; più colpiti sono i frutti invernali primofiore (prima fioritura), meno colpiti sono i verdelli (fioritura estiva), sono praticamente illesi i maiolini o bianchetti (fioritura a maggio).

 

Al momento non vi sono prodotti efficaci contro questa malattia. Alcuni accorgimenti di tipo agronomico, si sospetta possano  incidere positivamente, come:

  • Concimazioni equilibrate – non eccedendo con concimazioni azotate e tenendo la disponibilità di potassio e di calcio sempre a livelli ottimali (soprattutto in prossimità della raccolta); Pare che anche interventi con Solfato di manganese (300 gr/ql) diano dei risultati positivi, ma non costanti.
  • Non ritardare la raccolta – la raccolta tardiva di frutti di primofiore a fine primavera – inizio estate (quando i prezzi sono più remunerativi) molto probabilmente rende i frutti più vulnerabili a causa dell’invecchiamento della buccia.

Tale problematica è stata studiata da molti anni e da molti autori (M. Salerno, G. Perrotta and M. Benintende – Rivista di Patologia Vegetale Serie IV, Vol. 4; M. Salerno Rivista di Patologia Vegetale Serie IV, Vol. 1; Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia; Terranova, G. Scuderi, A. Investigations on Rumple of Lemon – 1972; Ozbek, Nurinnisa – Ozsan, Mithat – Tuzcu, Onder – et al. A Preliminary Study of  Rumple — A Serious Rind Disorder of Lemons in Turkey, 1976; ed altri).  Detti studi però non hanno definito con  precisione l’eziologia della malattia; pertanto, non si conoscono, ad oggi, terapie efficaci.

E’ importante ricordare che la limonicoltura calabrese conta una eccellenza:  il “Limone di Rocca Imperiale IGP”, ormai affermato e rinomato sui mercati. Non meno importante sono le altre produzioni limonicole (non a marchio) sparse su tutto il territorio calabrese, con superfici in continua crescita.

L’ARSAC che con i suoi tecnici segue questo settore, ha riscontrato tale problematica (e valutata l’importanza economica), non può che cogliere l’occasione  per evidenziare il problema e contemporaneamente lanciare l’appello alle Istituzioni competenti (Regione, Servizio Fitosanitario, Università, Centri di Ricerca, Istituti Sperimentali, ecc.) a che prendano a cuore lo studio e la ricerca di questa problematica cercando di trovare attraverso approfondimenti di studi e  ricerche con le moderne tecnologie (che oggi si dispone) una efficacia soluzione.

Il Responsabile Ce.D.A. n.3 di Sibari

Dr. Domenico Lanza

Pubblicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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