Il controllo della mosca dell’olivo dopo la revoca del dimetoato

PREMESSA

La revoca del Dimetoato, richiede innanzitutto un nuovo approccio nella gestione del controllo della mosca delle olive, a prescindere che la conduzione dell’oliveto sia in regime integrato “obbligatorio” o “volontario”. In ogni caso l’obiettivo è quello di coniugare “efficacia fitoiatrica” e “sicurezza tossicologica e ambientale”. L’abbandono di tale molecola ha ridotto le chances di affidabilità insetticida nei confronti di quegli stadi di sviluppo dell’insetto fino a ieri considerati principali bersagli dell’azione di controllo fitosanitario (interventi ovo-larvicidi ad effetto curativo). I principi attivi oggi disponibili non offrono altrettanta efficacia e ciò spinge fortemente a considerare lo stadio adulto del parassita come target principale, e alla conseguente adozione ed integrazione, di metodi “adulticidi” e “repellenti-anti-ovideponenti”, con finalità squisitamente preventive.

SOGLIA ECONOMICA D’INTERVENTO

Il controllo della mosca delle olive presuppone una buona conoscenza della biologia dell’ insetto e dell’entità della sua popolazione in campo. A tal fine è utile innanzitutto fare una riflessione sul concetto di soglia economica d’intervento e sull’importanza dei metodi di monitoraggio e campionamento. La soglia economica d’intervento fa riferimento alla cosiddetta infestazione attiva. Quest’ultima riguarda la presenza di punture fertili, larve di prima e di seconda età di sviluppo.

Eccezion fatta per le olive da mensa, la cui soglia economica di intervento è di tipo estetico e non supera il 2% (Tremblay, 1994), per le olive da olio sono state messe a punto delle formule che tengono in considerazione tutti i parametri coinvolti nelle operazioni di trattamento chimico, raccolta e frangitura delle olive. Da questi calcoli, sono emerse soglie di intervento comprese tra il 4% e il 18% di infestazione attiva (a seconda della cultivar, della carica di olive dell’anno e della previsione del grado d’infestazione che, come noto, può raggiungere il 100% delle drupe). In presenza di infestazioni di modesta entità è stato dimostrato che non esisterebbe convenienza economica nell’intervenire, pertanto prima della revoca del p.a. Dimetoato, nella pratica applicazione del concetto di soglia di intervento, si suggeriva l’adozione di valori anche del 20% (in combinazione con la raccolta anticipata). Oggi, non potendo più contare su una paragonabile azione ovi-larvicida, occorre puntare sulla prevenzione del danno e sulla tempestività dell’intervento, per cui si ritiene utile indicare un valore soglia notevolmente più basso (5%). 

MONITORAGGIO E CAMPIONAMENTO

Il monitoraggio del parassita gioca un ruolo cruciale ai fini della definizione di una strategia di controllo alternativa alla ormai classica lotta curativa. A tal fine va considerato che le classiche trappole: cromotropiche, a feromoni sessuali, ad attrattivo alimentare (che richiedono comunque una corretta installazione ed un numero minimo per unità di superficie da monitorare), vista la presenza continua del fitofago in ambiente mediterraneo e la variabilità delle condizioni fisiologiche degli adulti catturati, offrono dei dati di cattura spesso difficili da utilizzare tal quali ai fini del controllo fitosanitario. Tali dati acquisiscono maggiore rappresentatività dell’effettivo livello di infestazione se integrati con i dati del campionamento delle drupe, eseguito esaminando un campione di olive al microscopio stereoscopico per individuare le prime punture o la presenza di uova e larve. Di fondamentale importanza avviare precocemente l’attività di monitoraggio al fine di avere contezza della densità iniziale della popolazione svernante del fitofago e soprattutto registrare tempestivamente gli sfarfallamenti in prossimità del momento di massima suscettibilità dei frutti (fase fenologica che indicativamente corrisponde al momento della lignificazione del nocciolo BBCH 75).  

STRATEGIA DI DIFESA

Per l’impostazione di una strategia di controllo alternativa, è utile passare in rassegna alcuni dei prodotti che possono essere efficaci coadiuvanti per il controllo del dittero:

 Prodotti repellenti – antiovideponenti

La mosca delle olive trae notevoli vantaggi dalla presenza dei batteri sul filloplano, perché questi organismi rappresentano una fonte naturale di alimento per gli adulti (Drew et al., 1983), oltre ad essere una presenza necessaria per i processi digestivi delle giovani larve (Hagen, 1966).

L’impiego di sostanze repellenti e antiovideponenti per il controllo della B. oleae ha trovato finora grande interesse soprattutto tra i produttori in regime biologico a causa della scarsa efficacia dimostrata dagli insetticidi ammessi, sul controllo delle larve e delle uova.

Il metodo consiste nell’utilizzo di sostanze o composti (sali di rame, polisolfuro di calcio, zolfo, calce, oli essenziali, ecc.) che dovrebbero rendere meno recettiva o repellente la drupa per l’ovideposizione.

Alcuni studi hanno messo in luce l’azione dei sali di rame sulla mortalità delle larve di I e II età della mosca dell’olivo, collegata probabilmente alle loro proprietà antimicrobiche che impediscono l’instaurarsi delle simbiosi batteriche. La poltiglia bordolese, in particolare, si è dimostrata particolarmente efficace, grazie all’azione del rame che sembra interferire con lo sviluppo dei primi stadi larvali.

Incoraggianti risultati sono stati inoltre ottenuti con l’impiego delle argille, come caolino, zeolite e bentonite, quali repellenti e anti-ovideponenti. Tali sostanze esercitano inoltre un’azione di “confusione” sull’insetto in quanto producono stimoli visivi che influiscono sull’etologia delle femmine in merito all’ovideposizione nei frutti.

Infine, si segnalano i composti fenolici delle acque di vegetazione, in particolare ortodifenoli derivanti dall’idrolisi dell’oleoeuropeina, pirocatecolo e acido glicolico che avrebbero rilevato potere repellente sull’ovideposizione al pari di quelli estratti dalla frazione oleosa del succo di oliva e contenenti benzaldeidi e acetofenoni.

PRODOTTO PRINCIPIO ATTIVO MODALITÀ DI AZIONE – CONSIGLI PER L’IMPIEGO
 Sali di Rame – Ossicloruro di rame

– Poltiglia bordolese

– Idrossido di rame

– Solfato tribasico di rame

– Ossido di rame

Azione repellente – anti-ovideponente combinata a mortalità pre-immaginale (larve giovani).

Intervenire in prevenzione, al più tardi subito dopo lo sfarfallamento degli adulti di ciascuna generazione (prima dell’ovideposizione).

I prodotti rameici devono essere irrorati a tutta chioma e hanno anche un’azione di indurimento dei tessuti. L’attività iniziale e la persistenza sono influenzate dalla dimensione e dalla forma delle particelle dei diversi preparati. In genere presentano una buona resistenza all’azione dilavante della pioggia e risultano ben tollerati dalla pianta, eccetto che con temperature particolarmente elevate.

 Persistenza: circa 20 giorni ma può variare in base al formulato

 

 

 

 

 

Argille

 

 

– Caolino per uso agricolo

 

 

Azione repellente – anti-ovideponente per effetto fisico

Intervenire in prevenzione, al più tardi subito dopo lo sfarfallamento degli adulti di ciascuna generazione (prima dell’ovideposizione).

È importante irrorare bene la chioma per coprire uniformemente le olive. Per questo è consigliabile l’aggiunta di un bagnante che consenta di ridurre la tensione superficiale dell’acqua. Non resiste molto all’azione dilavante della pioggia, quindi è preferibile utilizzarlo nei periodi meno piovosi o impiegarlo in miscela con un prodotto adesivante come ad esempio il pinolene. Non ha tempo di carenza perché non è considerato un prodotto fitosanitario ma un corroborante. Si ricorda che è possibile usare solo caolino preparato e commercializzato specificatamente per uso agricolo.

Persistenza: circa 2 – 3 settimane

– Zeoliti

– Bentonite

Azione repellente – anti-ovideponente per effetto fisico

Sono prodotti non registrati come fitofarmaci ma come “corroboranti potenziatori delle difese naturali delle piante”.

Col termine zeolite si fa riferimento ad un minerale di origine vulcanica composto soprattutto da ossido di silicio e ossido di alluminio, che si estrae da giacimenti naturali. Di zeoliti ne esistono moltissimi tipi. La caratteristica principale che le accomuna è la presenza di moltissimi spazi vuoti nella struttura granulare e cristallina microporosa, che consentono un buon scambio cationico e l’assorbimento di una grande quantità di acqua (elevato potere igroscopico).

Queste sostanze possono avere un’azione di disturbo nel rapporto pianta/ospite e quindi devono essere impiegate in prevenzione.

Persistenza: circa 2 – 3 settimane

Funghi antagonisti – Beauveria bassiana Azione repellente – anti-ovideponente per effetto microbiologico

E’ un preparato a base del fungo entomopatogeno Beauveria bassiana e agisce per contatto contro diversi fitofagi. Nel caso della mosca delle olive agisce con modalità diverse: le spore del fungo antagonista, una volta distribuite sulla superficie del frutto da difendere, svolgono un’azione di repellenza all’ovideposizione e quindi preventiva. Il trattamento, alla dose di 150 ml/hl, rimane efficace circa 1 settimana. Applicare preferibilmente la mattina presto o al tramonto. In caso di pioggia si consiglia di ripetere il trattamento

 

Cattura massale (attract and kill)

Si tratta di una tecnica di controllo che mira alla cattura degli adulti del fitofago o comunque alla loro eliminazione. Riducendo la popolazione adulta vengono limitate le infestazioni larvali e i relativi danni alle drupe. Il metodo biotecnologico della catture massale o “mass trapping” risulta, fra i sistemi di controllo della mosca delle olive, quello che, per ambienti a costante rischio, mostra attualmente le maggiori potenzialità applicative in ordine al raggiungimento del miglior compromesso fra efficacia fitosanitaria e sicurezza eco-tossicologica, in un contesto di produzione integrata.

Si basa sulla distribuzione nell’oliveto, con collocazione sulla chioma delle piante, di dispositivi in grado di attrarre (per mezzo del colore giallo o per la liberazione di ammoniaca o di feromone sessuale oppure per l’integrazione di più elementi attrattivi) e di uccidere (con sostanze adesive o prodotti insetticidi) gli adulti di B. oleae che si posino sulla superficie del dispositivo (azione di contatto) o si alimentino delle sostanze in esso contenute (azione per ingestione). Recentemente sono stati messi a punto vari tipi di trappola e proposte differenti densità di distribuzione in funzione della dimensione delle piante, del sesto di impianto, del rischio di infestazione e dell’efficacia e del costo del dispositivo. Il sistema di lotta, tipicamente preventivo, esprime la massima efficacia quando sia applicato su vaste superfici, o in oliveti sufficientemente isolati, a partire dal momento in cui le olive iniziano a diventare recettive per l’ovideposizione della mosca. Negli anni passati il metodo ha permesso di ridurre i trattamenti curativi tradizionali con esteri fosforici a uno soltanto, nelle annate con forte pressione, e di azzerarli del tutto, nelle annate di bassa infestazione.

Gli effetti negativi delle trappole cromotropiche gialle, specie se impiegate in numero elevato per la cattura massale, sono già stati ampiamente evidenziati da vari autori. Si ritiene invece che il mass trapping realizzato con trappole non cromotropiche abbia un impatto sull’entomofauna utile dell’oliveto relativamente modesto e assai inferiore a quello dei metodi di lotta tradizionali, basati su trattamenti ovo-larvicidi o su interventi adulticidi preventivi con esche proteiche avvelenate. Tali risultati, e soprattutto le potenzialità per un loro significativo miglioramento, rendono il mass trapping di notevole interesse per gran parte dell’olivicoltura e in particolare per quella biologica.

 

PRODOTTO PRINCIPIO ATTIVO

o mezzo di eliminazione dell’insetto

MODALITÀ DI AZIONE – CONSIGLI PER L’IMPIEGO

 

Eco-Trap Deltametrina

(15 mg per sacchetto)

La trappola è costituita da un sacchetto in polietilene delle dimensioni di 15×20 cm rivestito esternamente di carta speciale trattata con l’insetticida e contenente 70 grammi di bicarbonato di ammonio (che rilascia ammoniaca con effetto attrattivo). Il dispositivo è inoltre provvisto di un erogatore di feromone sessuale.

L’azienda produttrice consiglia di sistemare l’Eco-Trap in mezzo alla chioma, all’ombra, evitando per quanto possibile il contatto o lo sfregamento con le foglie e rami.

Il collocamento è indicato al momento della lignificazione del nocciolo, in numero di una trappola ogni pianta a prescindere dalle catture riscontrate. Indicativamente si può individuare il periodo di fine giugno-luglio come epoca migliore per l’installazione.

Pannello attrattivo

 

Lambda-cyalotrina

(circa 15 mg per pannello)

Il pannello ha dimensioni di 20 x 20 cm, ed è costituito da cellulosa, di colore grigio imbevuto di insetticida, supporta una tavoletta di bicarbonato d’ammonio, per attrattivo alimentare, e uno ogni tre supporta anche una barretta imbevuta di feromone sessuale perchè è dimostrato che il raggio d’azione attrattiva del feromone è superiore rispetto all’attrattivo alimentare.

Il dispositivo va istallato sulle piante di olivo all’inizio dell’attività sessuale della mosca e prima che le femmine ovidepongano. I pannelli, inoltre, per poter essere facilmente appesi ai rami, preferibilmente di 2-3 anni, sono aperti in diagonale fino al centro dove è situata una raggiera di fessure; una volta fissati alla pianta vengono chiusi con una linguetta a incastro.

Il numero di dispositivi da impiegare è di 100-150/ha di cui 1/3 con bicarbonato d‟ammonio e feromone e 2/3 con solo bicarbonato d‟ammonio. Vanno collocati preferibilmente nella parte esposta a sud della pianta, alla maggiore altezza raggiungibile da terra.

Il pannello assumerà la forma di un cono con il lato aperto verso l’esterno, gli attrattivi dovranno trovarsi all’interno del cono.

I pannelli, secondo le analisi effettuate dalla società produttrice, conservano l’efficacia attrattiva e insetticida anche dopo 6 mesi dalla loro collocazione, seppur ridotta al 70%.

Trappola cromotropica Colla entomologica E’ una trappola adesiva che cattura gli insetti attratti da determinati colori e può essere impiegata sia per il monitoraggio che per la cattura di massa. Essa è costituita da un foglio in polipropilene (materiale plastico atossico) di colore giallo impregnato con un tipo di colla entomologica che mantiene inalterate le proprie caratteristiche nel tempo, non subisce modifiche al variare delle temperature, o se esposta all’acqua ed ai trattamenti chimici.

E’ di fondamentale importanza eseguire verifiche periodiche per controllare le catture, lo stato delle trappole ed il loro potere adesivo.

 Fly pack  Deltametrina E’ una trappola costituita da un dispositivo in plastica formato da un cono di cattura, all’interno del quale vanno posizionati il dispenser attrattivo ed il feromone, ed un coperchio trattato nella superficie interna con un insetticida. Gli insetti vengono attratti nella trappola, sia dal dispenser che dal feromone che dal colore giallo e, una volta all’interno, entrando in contatto con l’insetticida, muoiono.
Bottiglie trappola Sistema anti uscita Si tratta di specifici contenitori o di semplici bottiglie contenenti fosfato biammonico o altri attrattivi ammoniacali o proteici commerciali (es. Nulure) o artigianali (es. sardina) talvolta disciolti in acqua, che richiamano soprattutto le femmine adulte, attratte dalla putrescina sviluppata, le quali si introducono nelle bottiglie attraverso dei piccoli fori restando imprigionate all’interno della bottiglia stessa . In molte trappole commercializzate, all’attrazione alimentare è abbinata l’attrazione cromotropica dovuta al colore giallo del fondo della trappola o del cono di ingresso.

Attualmente, per agevolare le catture mediante bottiglia, è disponibile un dispositivo noto come Tap-trap, simile ad un tappo di colore giallo,che sotto il suo cono nasconde un pratico meccanismo di aggancio ad una bottiglia di plastica per acqua minerale, lasciando lo spazio sufficiente agli insetti per entrare, ma rendendo poi pressoché impossibile l’uscita.

Nelle bottiglie è possibile quindi usare le sostanze naturali o quelle già in commercio per altri tipi di trappole. La quantità di bottiglie da utilizzare è di una per pianta, posizionate sul lato sud, sud-ovest delle stesse, ad una altezza variabile da 1 e 2 m.

 

Bactrocera oleae – Eco-Trap – Pannello attrattivo – Trappola cromotropica – Fly pack – Bottiglie trappola

 

Trattamenti con principi attivi ad azione insetticida

Per quanto riguarda gli insetticidi attualmente ammessi per il controllo di Bactrocera oleae si riportano di seguito le principali caratteristiche:

 

SOSTANZA ATTIVA CARATTERISTICHE 
Fosmet Insetticida fosforganico che agisce soprattutto per contatto e secondariamente per ingestione. Caratterizzato da un effetto ovicida e parzialmente larvicida, esplica inoltre una buona azione abbattente. E’ caratterizzato inoltre da una lunga persistenza e da una scarsa idrosolubilità e pertanto, per evitare problemi di residui nell’olio, se ne consiglia l’impiego nei trattamenti di “apertura” (lontano dall’epoca di raccolta delle olive).

Intervallo di sicurezza: i prodotti a base del p.a. fosmet registrati sull’olivo hanno un tempo di carenza di 21 giorni.

Acetamiprid Insetticida neonicotinoide, agisce prevalentemente per ingestione. Caratterizzato da attività citotropica-translaminare e da elevata sistemia. La sua efficacia contro le larve della mosca si manifesta con livelli di attacco non superiori al 4-5%. E’ caratterizzato da una buona idrosolubilità e pertanto non lascia residui nell’olio.

Intervallo di sicurezza: da segnalare la peculiarità che i due prodotti registrati sull’olivo (Epik SL e Kestrel) hanno una formulazione differente e tempi di carenza diversi: 21 giorni e 7 giorni rispettivamente.

Deltametrina Insetticida piretroide, caratterizzato da elevata azione abbattente sugli adulti , scarsamente citrotropico e poco idrosolubile per cui se ne consiglia l’uso molto lontano dalla raccolta.

Intervallo di sicurezza: i prodotti registrati sull’olivo hanno un tempo di carenza di 7 giorni.

Spinosad Insetticida appartenente alla famiglia delle spinosine, ammesso in agricoltura biologica. Sulla coltura dell’olivo è ammessa solo la formulazione in esca proteica pronta all’uso che ha come bersaglio gli adulti (maschi e femmine). Importante è intervenire prima della deposizione delle uova.

Intervallo di sicurezza: i prodotti registrati sull’olivo hanno un tempo di carenza di 7 giorni.

Cyantraniliprole

Insetticida appartenente alla famiglia delle rianodine, non neurotossico, ha ottenuto la registrazione per l’impiego su olivo per il controllo degli adulti in formulazione esca per massimo tre trattamenti dal 01 agosto 2021 al 29 novembre 2021 (AUTORIZZAZIONI PER SITUAZIONI DI EMERGENZA FITOSANITARIA (art. 53 Reg. 1107/2009)

Intervallo di sicurezza: il prodotto registrato sull’olivo ha un tempo di carenza di 7 giorni

Fermo restando l’imprescindibile necessità di effettuare il monitoraggio e i campionamenti (indispensabili per definire la densità di popolazione del parassita e il grado effettivo di infestazione, e poter quindi razionalmente effettuare ogni possibile valutazione ai fini dell’applicazione di una specifica strategia di difesa), a solo scopo esemplificativo, si riporta di seguito uno schema generale di difesa dalla mosca delle olive per i tre differenti metodi di gestione colturale: “Integrato obbligatorio”, “Integrato volontario” e “Biologico”, applicabile in ambiente calabro:

EPOCHE DI INTERVENTO INTEGRATO OBBLIGATORIO INTEGRATO   VOLONTARIO AGRICOLTURA BIOLOGICA
S.A. ATTIVE CONSIGLIATE LIMITAZIONE D’USO E NOTE S.A. ATTIVE CONSIGLIATE LIMITAZIONE D’USO E NOTE S.A. ATTIVE CONSIGLiATE LIMITAZIONE D’USO E NOTE
GIUGNO-LUGLIO Sali di rame, Caolino, Dispositivi Attract and Kill (anche in combinazione tra loro). L’eventuale scelta va fatta in relazione all’andamento climatico e alla gravità dell’infestazione attesa
AGOSTO Deltametrina

 

 

il trattamento è diretto solo contro gli adulti e va fatto in relazione alle catture e al monitoraggio delle drupe Spinosad in formulazione esca Max 8 interventi/anno Spinosad in formulazione esca  Beauveria Bassiana Max 8 interventi/anno
SETTEMBRE Acetamiprid   –   massimo 2 interventi Spinosad in formulazione esca Max 8 interventi/anno
OTTOBRE Spinosad in formulazione esca. Da impiegare in presenza di adulti e per cvs tardive. Consigliata la raccolta anticipata, per sfuggire ad eventuali attacchi autunnali.

 

Nello schema di difesa sopra riportato, il controllo delle prime generazioni della mosca è diretto al contenimento degli adulti. Ciò si potrà effettuare in “regime biologico” con prodotti repellenti e dispositivi Attract and Kill, ed in “regime integrato” anche avvalendosi di principi attivi adulticidi (che per le loro caratteristiche chimiche è bene utilizzare lontano dalla raccolta). Gli interventi larvicidi in regime integrato, sono riservati al periodo più critico (settembre), con l’unica sostanza attiva idrosolubile ad oggi disponibile (Acetamiprid), per evitare di avere residui nell’olio.  Come si può notare, nei metodi di produzione “integrato volontario” e “biologico”, l’uso dello Spinosad in formulazione esca nel contenimento degli adulti riveste un ruolo centrale, abbinato ad un monitoraggio particolarmente attento delle trappole e delle drupe.

In ogni caso si sottolinea che il numero di interventi da eseguire (tenendo conto delle eventuali limitazioni), sarà dipendente dall’andamento climatico e dalla conseguente gravità dell’infestazione rilevata dal monitoraggio delle trappole e dall’esame visivo delle drupe.

 

CONCLUSIONI

È opportuno valutare la revoca del dimetoato come una importante chance per fare un salto di qualità nella gestione sostenibile della difesa delle produzioni olivicole. I motivi risiedono nella memoria storica dell’evoluzione della fitoiatria relativa al controllo dei fitofagi, ovvero nel fatto che di volta in volta, la revoca di principi attivi ritenuti pericolosi per l’uomo e per l’ambiente, ha favorito il raggiungimento di soluzioni alternative migliori delle precedenti in termini complessivi di protezione “sostenibile”.

Da quanto sopra detto, la revoca del dimetoato spingerà ulteriormente gli operatori di settore, a prescindere dal fatto che siano” in bio” o “in integrato” ad orientare le misure di protezione delle olive dalla Bactrocera oleae  con la valutazione preventiva di molteplici fattori:

  • Fattori di rischio intrinseci (esposizione, altitudine della coltura, vicinanza a zone umide, in pianura etc);
  • Fattori di rischio legati alla stagionalità (andamento climatico, annata di carica o scarica);
  • Andamento dell’infestazione di Bactrocera oleae rilevata dal monitoraggio.

L’insieme di tali valutazioni compone la stima dell’entità del danno e la conseguente perdita di produzione che si è disposti a sopportare, altrimenti detta soglia di danno economico  e quindi l’impostazione della più efficace strategia di lotta da adottare; in quest’ottica si comprende bene il ruolo centrale che riveste un adeguato Servizio di Assistenza Tecnica capace di fornire soluzioni per singola realtà aziendale.

 

A cura dei tecnici Arsac:  dr Domenico Garritano – dr.ssa Maria Concetta Manfredi – dr Saverio Zavaglia –

 

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