Forti infestazioni di cicalina africana nei vigneti della locride in Calabria

La cicalina africana minaccia i vigneti. L’insetto colpisce le foglie e altera il ciclo vegetativo delle piante

Si segnala, in Calabria, nel comprensorio viticolo della fascia jonica della provincia di Reggio Calabria, denominato “Locride”, una forte infestazione di cicalina africana, Jacobiasca lybica (Bergevin & Zanon, 1922) (Hemiptera: Cicadellidae), insetto conosciuto, per la sua pericolosità, nei comprensori viticoli dell’Africa settentrionale (Tunisia, Algeria, Marocco) e nella Spagna sud orientale. In Italia, infestazioni e danni sono stati  segnalati in Sicilia e Sardegna. La viticoltura, nella Locride, è uno dei settori del comparto agroalimentare, più dinamici ed in espansione. La vocazione viti-vinicola di questo areale ha portato alla costituzione di due vini doc: Bivongi e Greco di Bianco e l’ITG Locride. Nell’annata in corso (2019), dal mese di luglio, i livelli di popolazione di “cicaline verdi”, sono aumentati in modo esponenziale, successivamente tra la fine di luglio ed il mese di agosto, si sono osservate vistose alterazioni cromatiche e disseccamenti del lembo fogliare, soprattutto su cv a bacca rossa. Dall’esame degli esemplari di cicaline prelevati in campo è stato possibile imputare, in tutti i siti esaminati,  le infestazioni e i danni ad esse associati a J. lybica (fig. 1).

GENERALITÀ, NOTE DI BIOLOGIA

L’insetto appartiene all’ordine Hemiptera, famiglia Cicadellide, genere Jacobiasca, specie lybica. Conosciuta come cicalina africana, è una specie polifaga, igrofila e termofila (Klein, 1947; Joyce, 1961). Gli adulti sono lunghi circa 3 mm, di color verde, giallastro; sono molto simili a Emposca decipiens (Paoli), la cicalina verde, molto frequente in Italia meridionale (Tremblay, 1981). Sverna come adulto su piante erbacee e arbustive, in primavera si sposta sui vigneti, depone le uova nelle nervature della pagina inferiore delle foglie. In Sicilia e Sardegna, dove è stata segnalata da tempo, la specie riesce a compiere 4-5 generazioni l’anno. Dopo la schiusura delle uova, compie cinque o sei stadi giovanili. Si localizza preferibilmente nella pagina inferiore delle foglie, con l’apparato boccale pungente succhiatore, aspira la linfa dalle nervature della pagina inferiore delle foglie (alimentazione floematica). In annate con decorsi stagionali caratterizzati da elevate temperature ed umidità relativa, può provocare notevoli danni. Si manifesta con gravi sintomi sulle foglie, rispetto ad altri cicadellidi presenti nella biocenosi dei vigneti, probabilmente a causa delle forti infestazioni (Vidano, 1962).

OSSERVAZIONI DI CAMPO E DANNI

Nei mesi di luglio-agosto del 2019, in alcuni areali viti vinicoli della Locride, si sono manifestate vistose alterazioni cromatiche a carico del lembo fogliare (arrossamenti nelle cultivar rosse e ingiallimenti nelle cultivar bianche) con il progressivo disseccamento dei margini fogliari. Il quadro sintomatologico, dei vigneti attaccati si è presentato dal punto di vista cromatico, con interi appezzamenti caratterizzati da colorazioni antocianiche inusuali per il periodo (agosto – 1° decade di settembre, vedi fig. 2, 3). Nei casi più gravi, sui grappoli, si è verificato un blocco durante la fase fenologica dell’invaiatura, con ripercussioni sulla fase di maturazione (fig. 4). Di conseguenza, al momento della vendemmia, le uve non hanno raggiunto i 16-17 gradi BABO a 20°C. In alcuni casi, le piante di vite hanno reagito all’attacco con l’emissione di nuovi germogli (fig. 5).

Ciò ha determinato sconforto e confusione tra i viticoltori. In questo contesto, sono stati effettuati trattamenti insetticidi tardivi e non razionali. Ad una prima analisi, si evidenzia, come la sintomatologia più appariscente sembra interessare maggiormente alcuni vitigni rossi quali, il nerello calabrese e il greco nero. L’intensità delle infestazioni è stata, comunque, estremamente variabile anche all’interno di uno stesso areale e spesso di una stessa azienda, presumibilmente in relazione a fattori di carattere agronomico e micro ambientale. Nei vigneti a conduzione biologica la pericolosità del fitofago sembra essere di minore intensità, dovuta probabilmente, ad una maggiore presenza dell’entomofauna utile, per l’assenza di trattamenti chimici e la presenza di una flora spontanea in grado di ospitare numerose specie di ausiliari, come già riportato in letteratura (Arzone et al. 1988; Ponti et al., 2005). La cicalina africana risulta essere un potenziale pericolo per la viticoltura della zona, specialmente per le cultivar alloctone e per i vigneti convenzionali dove i trattamenti con insetticidi a largo spettro d’azione, riducono la presenza dei antagonisti naturali del fitofago. Nella Locride, è stata riscontrata, la presenza di stadi giovanili della cicalina africana fino a tutto il mese di ottobre 2019. La sintomatologia è simile al mal dell’esca della vite, ma ad un attento esame dei sintomi sulle foglie, si distingue per la forma poligonale delle alterazioni cromatiche del lembo fogliare, causata dal blocco del flusso linfatico nella nervatura sulla quale è avvenuta la puntura di alimentazione. Per la prossima campagna agraria, in attesa che si definiscano le soglie d’intervento per i nostri ambienti e le opportune linee di controllo integrato e/o biologico, è necessario effettuare, a partire dalla tarda primavera, un monitoraggio mirato, nei diversi comprensori, insieme ad approfondimenti sulla biologia e sulla dannosità negli ambienti calabresi, anche in relazione alle diverse varietà coltivate. In particolare, a livello aziendale va prestata attenzione agli impianti che hanno subito infestazioni elevate della cicalina africana durante l’estate 2019 ed ai vigneti di nuova costituzione.

STRATEGIE DI CONTROLLO

Negli ultimi anni i mutamenti climatici hanno comportato un aumento delle temperature medie, dell’umidità relativa ed un’alterazione del regime delle precipitazioni annuali. In tale contesto, J. lybica, avvantaggiandosi delle mutate condizioni climatiche, riesce ad estrinsecare al massimo il proprio potenziale biotico che si traduce in imponenti pullulazioni, inusuali per il contesto produttivo locale. La soglia di danno per J. lybica è stata empiricamente fissata intorno ai 4 individui per foglia (Prota et al., 1988), ma osservazioni condotte recentemente hanno evidenziato come densità di 0,5 – l cicalina per foglia possano ridurre il grado zuccherino dei mosti (Lentini et al., 2000). Non esistono, tuttavia, studi approfonditi che leghino il grado di infestazione di questa specie all’ entità del danno sulla produzione. L’eterogeneità degli areali viticoli e la differente suscettibilità varietale, richiedono un monitoraggio di campo in grado di rilevare zona per zona la presenza dell’insetto, la densità di popolazione e il danno potenziale.

Concetta Leto1 e Vincenzo Maione1

1 ARSAC Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese

 

BIBLIOGRAFIA

Tsolakis H. (2011) – Osservazioni sulla dinamica di popolazione di due cicaline ampelofaghe nella Sicilia occidentale. Dipartimento DEMETRA, Laboratorio di Acarologia applicata “Eliahu Swirski” Facoltà di Agraria, Università degli Studi di Palermo

Bono G., Ammavuta G., Federico R., Spatafora F. (2005) – Le cicaline verdi della vite in Sicilia occidentale. L’Informatore Agrario 30/2005: 63-66.

Manzella S., Ammavuta G., Bono G., Federico R., Spatafora F. (2001) – Eccezionale infestazione di cicalina africana nei vigneti della Sicilia occidentale. L’Informatore Agrario 42/2001: 147-148.

Lentini A., Delrio G., Serra G. (2000)Observations on infestation of Jacobiasca lybica on grapevine in Sardinia. Iobc Wprs Bulletin, vol. 23 (4): 127-130.

Tremblay E. (1988) – Entomologia applicata. Volume secondo – Parte I, pag. 83-85.

Arzone A., Vidano C., Arnò C., 1988Predators and parasitoids of Empoasca vitis and Zygina rhamni (Rhynchota Auchenorrhyncha). Proceedings of the 6th Auchenorrhyncha Meeting: 623-629.

Prota R., Delrio G., Luciano P. (1988) Prospect of integrated control of the main pests in Sardinian viticulture. Int. Symp. Plant Protection Problems and Prospects of Integrated Control in Viticulture, Lisboa, 6-9 giugno 1988: 755-761.

Vidano C. (1962) – La Empoasca lybica Berg. nuovo nemico della vite in Italia. L’Italia Agri.la, 4:327-346.

Michelon L., Pellegrini C., Pertot I. (2007) – Il mal dell’esca della vite. Istituto Agrario di San Michele all’Adige Savecrop Centre . pag. 37-39

Pubblicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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