nocciolo 2025 3-4

Difesa Fitosanitaria del Nocciolo mese di Marzo-Aprile 2025

Monitoraggio e consigli per il controllo dell’Acaro delle gemme del Nocciolo (Phytocoptella avellanae)

L’ARSAC nell’ambito delle azioni di sostegno allo sviluppo della filiera corilicola in Calabria, frutto della collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola Calabrese e dalla società Ferrero Trading Lux SA (Calabria in Guscio), svolge attività di consulenza e assistenza tecnica per la coltivazione del nocciolo e il miglioramento qualitativo della Nocciola Calabrese.

Durante il monitoraggio costante dello sviluppo vegetativo e la verifica della presenza dei principali fitofagi chiave presenti nei noccioleti calabresi, è stato osservato che con l’aumento delle temperature nel mese di marzo la pianta si avvia all’apertura delle gemme con sviluppo fogliare e accrescimento dei germogli (foto1 e 2).

Foto 1 Noccioleto in fase di ripresa vegetativa Foto 2 Particolare fase di germogliamento

In questo periodo di sviluppo vegetativo ho monitorato l’eriofide del nocciolo (Phytocoptella avellanae), conosciuto anche come acaro delle gemme del nocciolo. Il danno è legato alle punture di alimentazione sia sulle gemme a fiore che a legno, in quanto vanno incontro ad un processo ipertrofico con trasformazione dei tessuti in squame carnose e  la comparsa delle caratteristiche galle (foto3).

In questa fase, la pianta è soggetta ai primi attacchi, per effetto della migrazione delle forme mobili dell’acaro, dalle galle dell’anno precedente in fase di apertura (foto 3-4) verso le gemme di nuova formazione per l’inizio del nuovo ciclo. Le gemme attaccate dall’acaro non si sviluppano di conseguenza si ha un limitato sviluppo delle piantine giovani in fase allevamento e una riduzione di produzione delle piante in maturità.

Foto 3 Sezione galla in fase di apertura – Foto 4 Galla aperta fase di migrazione dell’acaro

Nell’agrosistema dei noccioleti calabresi, la popolazione dell’acaro viene contenuta dall’azione degli antagonisti naturali tra cui insetti e acari fitoseidi, che mantengono gli acari sotto la soglia d’intervento. Negli ultimi anni però, come conseguenza  degli inverni miti e poco piovosi abbiamo assistito ad un aumento dell’infestazione dell’eriofide oltre la soglia e quindi la necessità di interventi specifici per il suo controllo.

Per valutare la soglia d’intervento, sono stati eseguiti dei monitoraggi in campo, principalmente nell’area storica di coltivazione del Nocciolo in Calabria (Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario) è stato osservato l’inizio dell’apertura delle galle con migrazione dell’acaro, per valutare la necessità del trattamento, si calcola la soglia di intervento; ad esempio su: un numero di 10 piante per appezzamento esaminando 10 gemme per pianta, contando in numero delle galle presenti, dalla somma si ottiene direttamente la percentuale di attacco. La soglia per intervenire è intorno al 10-15% (riferito alle galle). Per il momento ottimale è necessario osservare l’apertura delle galle (foto 4) in quanto precede la migrazione, in quanto all’interno della galla l’acaro è protetto e non sensibile ai trattamenti. In Turchia prima e poi in altre aree corilicole da qualche anno, alcuni ricercatori hanno messo a punto un metodo per verificare la migrazione dell’acaro, che consiste nel porre del nastro biadesivo in adiacenza delle galle per catturare gli acari in mobilità ed individuare il momento opportuno per il trattamento.

Per il contenimento è necessario intervenire con due trattamenti distanziati da 8-10 gg., con prodotti a base di zolfo bagnabile alle dosi indicati in etichetta e temperature intorno a 20°C, necessari alla sublimazione dello zolfo che svolge l’azione acaricida disidratando gli acari; è un principio attivo ammesso in agricoltura biologica utilizzato anche in agricoltura convenzionale dove è consentito utilizzare anche prodotti di sintesi, in tal caso è obbligatorio impiegare esclusivamente formulati autorizzati per la coltura verificando l’etichetta del prodotto fitosanitario. Viene comunque raccomandato l’impiego di prodotti a basso impatto ambientale, al fine di mantenere l’equilibrio degli antagonisti naturali. L’andamento climatico degli ultimi giorni, a seguito delle basse temperature ha determinato un rallentamento dello sviluppo vegetativo avviato nella terza decade di marzo.

Il monitoraggio in campo e i rilievi fotografici, sono stati effettuati in collaborazione con i produttori associati al Consorzio di Valorizzazione della Nocciola di Calabria.

Arsac CeDA15 Serra San Bruno

Divulgatore Agricolo Dr. Antonio Clasadonte

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Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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