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Cereali biodiversità: prove di collaudo in pieno campo

Nell’ambito del progetto “Salvaguardia Biodiversità Vegetale e Animale e Sistema di Vigilanza Aziende Biologiche Calabria”, approvato con Deliberazione n. 88 del 13 giugno 2018, l’ARSAC ha avviato diverse attività su tutto il territorio regionale. Nel Centro Sperimentale Dimostrativo “Val di Neto” dette attività hanno riguardato essenzialmente la cerealicoltura e la zootecnia.

Il lavoro svolto negli ultimi due anni dal gruppo di Lavoro che opera sulla  Salvaguardia Biodiversità Vegetale e Animale,  ha messo in risalto diverse accessioni di “cereali antichi” coltivati più diffusamente nella Regione Calabria in particolare tra i frumenti  “Carosella”, “Russittu o Russitta”, “Maiorca”, “Marzuolo”, “Verna”,  il frumento duro “Senatore Cappelli” e la segale “Jermanu o Germano” coltivato nell’altopiano silano e nelle zone montane calabresi.

Nell’ambito del progetto in questione, il Centro Sperimentale di Val di Neto nelle campagne granicole 2020-2021 è stato oggetto di interesse per la moltiplicazione e valutazione merceologica di 3 tipologie di frumento.

La cerealicoltura a Val di Neto, storicamente ha sempre rappresentato un punto di riferimento per le sperimentazioni portate avanti sia dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Facoltà di Agraria, che dall’ENEA nel progetto PIC-MIPAV.

ARSAC CSD Val di Neto – Schema appezzamenti oggetto di investimento a frumento annata agraria 2020-2021.

 

La prima prova agronomica ha riguardato la coltivazione della varietà antica italiana  di grano duro, Senatore Cappelli, ottenuta attraverso diversi incroci dal genetista Nazareno Strampelli. Nel 1915 quando venne rilasciata, Strampelli volle dedicarla al Senatore Raffaele Cappelli che aveva avviato la trasformazione agraria in Puglia e sostenuto notevolmente il progetto di Strampelli.

Questa tipologia di grano ottenne in breve tempo molti apprezzamenti in quanto più resistente e redditizia delle varietà autoctone presenti fino a quel periodo nelle campagne italiane. Dagli inizi del secolo scorso fino agli anni ’60 il Senatore Cappelli ha rappresentato infatti la base del miglioramento genetico del frumento duro ed è infatti presente nel patrimonio genetico di quasi tutte le cultivar di grano duro oggi coltivate in Italia e di numerose altre a livello internazionale.

Negli ultimi tempi la varietà Senatore Cappelli è sempre più apprezzata, grazie all’assenza di mutazioni e alle ottime caratteristiche nutrizionali; è caratterizzata da una taglia elevata raggiungendo anche 1,8 metri di altezza, (Fig. 2) e da un forte sviluppo radicale.

Figura 2 – ARSAC CSD Val di Neto – Prova di coltivazione frumento duro varietà Senatore Cappelli.

Questo la rende perfetta per la coltivazione biologica in quanto si adatta facilmente a diversi tipi di terreno ( anche quelli marginali con ridotta fertilità) ed è competitiva con le infestanti (Fig. 3).

Figura 3 – ARSAC CSD Val di Neto frumento duro varietà Senatore Cappelli.

Le altre prove, hanno invece riguardato la coltivazione di due miscugli di grano denominati Miscuglio 1 (Fig. 4) e Miscuglio 2 (Fig. 5), derivati da popolazioni di diverse tipologie di frumento, per lo più costituiti da grani duri oggetto di studio negli anni ‘90, provenienti dal Centro Sperimentale Dimostrativo di San Marco Argentano in provincia di Cosenza .

 

Figura 4- 5 ARSAC CSD Val di Neto frumento tipo Miscuglio 1 e Miscuglio 2

 

Lo scopo delle prove è quello di valutare la possibilità di adottare tecniche colturali sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico mediante bassi input dei fattori di produzione riguardo lavorazioni, diserbo ed apporto di fertilizzanti di sintesi.

La prova è stata effettuata su terreno alluvionale, giacitura in piano ad una quota di circa 32 metri s.l.m., tessitura franca con circa il 30% di scheletro con profilo profondo. La reazione del terreno è sub alcalina, presenza di calcare, povero di sostanza organica, ricco di potassio, calcio e magnesio ma deficitario di fosforo e azoto.

Sulla base di un’osservazione di un ventennio (1985-2005) i dati rilevati dalla stazione agrometeorologica ubicata nel CSD evidenziano un clima caratterizzato dai seguenti parametri:

  • piovosità media annua 571 mm.
  • media annua di 15,9° C ;
  • media del mese più freddo 7,8 oC (Gen.);
  • media del mese più caldo 25,0 oC (Ago.);
  • 4 mesi con temperatura media superiore a 20 oC;

La precessione colturale dell’anno precedente è stata di un erbaio di veccia ed avena.

La semina è stata eseguita con spandiconcime centrifugo, nella seconda decade di dicembre 2020, previa preparazione del letto di semina, mediante n. 2 erpicature (erpice a dischi) alla profondità media di circa 25 cm, cui è seguita una leggera erpicatura di affinamento ed una rullatura.

Su tutte le prove, sono stati impiegati circa 200 Kg di seme per ettaro.  Non è stata eseguita alcuna concimazione di fondo, perché i campi erano stati oggetto di apporto di letame proveniente dagli allevamenti in essere nel Centro.

Nella prima decade di febbraio è stato eseguito un modesto apporto di azoto in copertura con Nitrato di calcio alla dose di circa 75 Kg/ha (Unità azoto/ettaro 11,75). Vista la finalità delle prove ed in considerazione dello spiccato carattere competitivo sia della varietà Sanatore Cappelli che dei Miscugli provati, non sono stati eseguiti interventi di diserbo.

La raccolta, eseguita alla fine del mese di giugno ha evidenziato le seguenti rese:

 

 

 

I risultati ottenuti in relazione alle tipologie di frumento adottate, evidenziano produzioni quantitative di tutto rispetto fra cui  si segnala la prevalenza del Miscuglio 1. Dimostrata anche  l’efficacia dell’adozione di tecniche colturali sostenibili a basso input energetico e impatto ambientale.

I dati merceologici delle produzioni ottenute sono in corso di indagine analitica e saranno resi noti non appena disponibili.

Il Responsabile ARSAC CSD Val di Neto

Roberto BONOFIGLIO

 

 

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Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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