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Biodiversità: il fagiolo “Merulla”

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La presenza del “Fagiolo Merulla” in Calabria risale, probabilmente, al XVI secolo.  Il nome deriva dal termine dialettale “Merulla”, usato nei territori silani e presilani per indicare il cervello animale, infatti il “fagiolo” si presenta di colore beige e con una rugosità del tegumento che ricorda il cervello animale.

Il fagiolo comune (Phaseolus vulgaris L.) è una pianta annua della famiglia delle Leguminose, originaria dell’America centrale. La leguminosa è stata importata in Europa a seguito della scoperta dell’America. Cristoforo Colombo infatti, di ritorno dal secondo viaggio nelle Americhe, tra le tante cose portò i “nuovi” fagioli che essendo più facili da coltivare, redditizi (resa per ettaro quasi doppia) e di qualità superiore, sostituirono in tutta Europa i fagioli del genere Vigna, molto affine al fagiolo, di origine Africana. Tracce documentate risalenti all’inizio del Cinquecento collocano le nuove varietà di fagioli anche in Italia, tra queste il dipinto “Il Mangiatore di Fagioli” ad opera del Pittore Bolognese Annibale Carracci.

Il “fagiolo Merulla”

In Calabria, grazie ai Monaci Cistercensi, i fagioli si diffusero in modo capillare in tutta la Regione dal Pollino fino allo Stretto di Messina. La presenza del “Fagiolo Merulla” in Calabria risale, probabilmente, al XVI secolo.  Il nome deriva dal termine dialettale “Merulla”, usato nei territori silani e presilani per indicare il cervello animale, infatti il “fagiolo” si presenta di colore beige e con una rugosità del tegumento che ricorda il cervello animale.

L’antica varietà silana, che si è conservata inalterata fino ai nostri giorni, era ed è uno degli alimenti principali dalla popolazione locale, specialmente nei mesi invernali, in quanto oltre ad avere un alto potere nutrizionale (proteine) sopperiva anche alla carenza di carni. Dal punto di vista nutrizionale i fagioli infatti sono un alimento completo e ricco. Contengono elevate quantità di macroelementi quali fosforo, ferro, potassio, microelementi quali calcio e vitamine A, B, C e PP.

Il seme del “Merulla”, oltre alle ottime proprietà nutritive, si caratterizza per una dolcezza particolare e per la tenerezza, che lo rende particolarmente appetibile e digeribile (meno gas rispetto ad altre varietà). In cucina il “fagiolo silano” è utilizzato per la preparazione di zuppe, tipica è la zuppa con fagioli Merulla con foglie di cavolo e patate o pane raffermo, il minestrone con cicorie selvatiche e patate, ma può essere utilizzato anche da solo come ottimo contorno.

La zona di produzione, vocata alla coltivazione di questo legume, comprende i territori dei seguenti Comuni: Castelsilano (KR), dove insiste la “De.Co. Fagiolo Merulla di Castelsilano”, Savelli (KR) e San Giovanni in Fiore (CS), aree caratterizzate da condizioni pedo-climatiche montane-mediterranee ottimali per la coltivazione di questa varietà. In queste zone il “Merulla”, tranne pochi produttori dell’Altopiano Silano che lo coltivano su superfici più estese, è presente in piccole coltivazioni ad uso domestico e negli orti familiari.

Le tecniche di coltivazione sono semplici e sostenibili. La semina solitamente manuale, ma può essere anche meccanica, viene effettuata a Maggio – Giugno deponendo circa 3 semi nelle postarelle (buchette) alla profondità di 4-6 cm  (80-140 kg/Ha di seme). Le postarelle sono disposte a file distanti 50-70 cm tra di loro e a 7-8 cm sulla fila. Essendo una coltura rampicante, dopo la semina, vengono utilizzati dei tutori che possono essere pali o pertiche di castagno ma anche canne. Per la difesa della coltura, privilegiare i metodi agronomici, consigliata la distruzione dei residui colturali infetti e la rotazione delle superfici utilizzate. I metodi chimici di difesa sono da evitare, in casi eccezionali intervenire con prodotti a base di rame e anticrittogamici per la concia dei semi. L’irrigazione, è strettamente variabile in funzione del fabbisogno della pianta e in relazione all’andamento climatico e alle caratteristiche di giacitura del terreno. Sono consigliate concimazioni naturali con letame.

L’Arsac nell’ambito del programma di lavoro sulla salvaguardia della biodiversità vegetale e animale di interesse agrario condotto dall’Azienda ha avviato, anche per questa varietà di fagiolo, una serie di attività riguardanti l’individuazione, la raccolta, la moltiplicazione, la conservazione, la raccolta documentale e la valorizzazione del prodotto nel territorio di origine. Quest’attività di recupero che l’ente svolge da anni, è rafforzata dal provvedimento legislativo, la legge regionale n. 14 del 2018, di cui si è dotata la Regione Calabria per salvaguardare e tutelare tutta la Biodiversità agraria regionale. Per scongiurarne il rischio di scomparsa del “Merulla” l’Arsac, dopo una intensa attività di recupero del seme nelle aree di produzione avvenuta a partire dal 2017, nell’estate 2018 ha avviato nel Centro Sperimentale Dimostrativo di Molarotta le prove di moltiplicazione del seme della varietà Silana.

Il seme raccolto nei campi, selezionato nei laboratori del Centro Arsac, viene destinato in parte alla conservazione e una buona parte restituita al territorio, per essere seminata dagli agricoltori custodi cosi come è già avvenuto nel 2019.

Dr Agr Giovanni Lamanna Divulgatore Arsac Ce.D.A. n. 8 “Altopiano Silano”

Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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