L’ARSAC nell’ambito delle azioni di sostegno allo sviluppo della filiera corilicola in Calabria, frutto della collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola Calabrese, svolge attività di consulenza e assistenza tecnica per la coltivazione del nocciolo e il miglioramento qualitativo della Nocciola Calabrese.
Dal monitoraggio dello sviluppo vegetativo e la verifica della presenza dei principali fitofagi chiave presenti nei noccioleti calabresi, è stato rilevato che le piante si trovano nella fase di germogliamento della 3 foglia, in questa fase le gemme colpite dall’acaro si notano in modo più evidente, in particolare, oltre lo sviluppo fogliare in fase di completamento dell’ovario a seguito della fecondazione dei fiori impollinati nella fase di fioritura e successiva formazione delle nocciole e accrescimento dei nuovi germogli (foto1 e 2).

In questa fase fenologica è stato monitorato l’Eriofide del nocciolo (Phytocoptella avellanae), conosciuto anche come acaro delle gemme del nocciolo. Il danno è legato alle punture di alimentazione sia sulle gemme a fiore che a legno, in quanto vanno incontro ad un processo ipertrofico con trasformazione dei tessuti in squame carnose e la comparsa delle caratteristiche galle (foto3).
In questa fase, la pianta è soggetta ai primi attacchi, per effetto della migrazione delle forme mobili dell’acaro, dalle galle dell’anno precedente in fase di apertura (foto 4) verso le gemme di nuova formazione per l’inizio del nuovo ciclo del parassita. Le gemme attaccate dall’acaro non si sviluppano e di conseguenza si ha un limitato sviluppo delle piantine in fase allevamento e una riduzione della produzione delle piante in fase produttiva.
Nell’agroecosistema dei noccioleti calabresi, la popolazione dell’acaro in parte viene contenuta dall’azione degli antagonisti naturali tra cui insetti e acari fitoseidi. Anche quest’anno l’inverno mite ha favorito l’infestazione dell’eriofide, la piovosità invece è stata buona con precipitazione a febbraio e marzo vicine alla norma, dalla seconda decade di marzo le temperature si sono abbassate in particolare le minime determinando un rallentamento dello sviluppo vegetativo, con posticipazione del periodo ottimale del trattamento per l’acaro.

Per valutare la soglia d’intervento, sono stati eseguiti dei monitoraggi in campo, principalmente nell’area storica di coltivazione del Nocciolo in Calabria (Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario) è stato osservato l’inizio dell’apertura delle galle con migrazione dell’acaro, per valutare la necessità del trattamento, calcolando la percentuale di attacco ; ad esempio su: un numero di 10 piante per appezzamento (di circa 1ha) si esaminano 4 rami per pianta, contando in numero delle galle presenti, rispetto al totale delle gemme calcolando la percentuale di attacco. La soglia per intervenire è intorno al 10-15% (riferito alle galle). Oltre all’apertura delle galle (foto 3 e 4) per la migrazione dell’acaro, verso le nuove gemme è necessario verificare lo stadio di germogliamento di 3-4 foglie in quanto coincide con la fase di migrazione e l’acaro è più sensibile ai trattamenti, non essendo più protetto all’interno della galla. In altre aree corilicole, per verificare la migrazione dell’acaro, viene posto del nastro biadesivo in adiacenza delle galle per catturare gli acari in mobilità ed individuare il momento opportuno per il trattamento, i nastri vengono periodicamente prelevati e osservati al microscopio per individuare il momento di massima presenza, in alternativa la migrazione si può osservare direttamente con l’ausilio di una lente d’ingrandimento. I rilievi effettuati hanno evidenziato una percentuale di attacco superiore alla soglia, con situazioni variabili ma comunque da verificare in alcune aziende.
Il prodotto da utilizzare per il suo contenimento è lo Zolfo bagnabile si intervenire con due trattamenti distanziati da 8-10 gg., alle dosi indicati in etichetta e temperature intorno a 16-20°C, necessari alla sublimazione dello zolfo che svolge l’azione acaricida disidratando gli acari; il principio attivo è ammesso in agricoltura biologica e integrata dove è consentito utilizzare anche prodotti quali: Sali potassici di acidi grassi e olio bianco. Ovviamente i trattamenti effettuati quest’anno servono a ridurre la presenza dell’attacco nella prossima stagione.
Rimane l’obbligatorio impiegare esclusivamente formulati autorizzati per la coltura, verificando l’etichetta del prodotto fitosanitario. Viene comunque raccomandato l’impiego di prodotti a basso impatto ambientale, al fine di mantenere l’equilibrio degli antagonisti naturali. Il periodo ottimale, per gli interventi di contenimento dell’acaro considerata la fase di sviluppo e le temperature indicate per utilizzo dello zolfo, stando alle previsioni di un innalzamento delle temperature, sarà a partire dalla 3^ decade di Aprile-1^ Decade di Maggio. Considerate poi, la piovosità e lo stato di umidità del terreno in alcuni casi e da valutare anche la possibilità di transito delle macchine nel noccioleto.
Per il contenimento delle avversità crittogamiche: mal dello stacco del nocciolo (Cytospora corylicola) e Necrosi batterica (Xanthomonas campestris pv. corylina):
oltre agli interventi agronomici, in particolare nella fase di potatura, con eliminazione delle parti infette e la disinfezione degli attrezzi;
si può intervenire in questa fase di ripresa vegetativa, con un trattamento a base di rame, alle dosi indicate in etichetta. Ammesso sia in biologico che integrato, sempre con la limitazione 28 kg/ha in 7 anni (circa 4 kg/ha ogni anno), come previsto anche dal disciplinare di produzione integrato della Regione Calabria.
Il monitoraggio in campo e i rilievi fotografici, sono stati effettuati in collaborazione con i produttori associati al Consorzio di Valorizzazione della Nocciola di Calabria.
Arsac CeDA15 Serra San Bruno Divulgatore Agricolo Dr. Antonio Clasadonte