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Prova sperimentale: efficacia dell’olio essenziale di bergamotto sulla muffa verde degli agrumi

L’Arsac in collaborazione con l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari CNR unità territoriale di Sassari ha effettuato una prova sperimentale sull’efficacia dell’olio essenziale di bergamotto sulla muffa verde degli agrumi. Le prove di conservazione, effettuate dal ricercatore dell’ISPA Salvatore D’Aquino, hanno interessato i frutti di pompelmo cv Marsh seedless e di mandarino cv Tardivo di Ciaculli, trattati con l’olio essenziale di bergamotto fornito dal Centro Sperimentale Dimostrativo di Lamezia Terme.

 

I risultati della sperimentazione:

Introduzione
La muffa verde (Penicillium digitatum) rappresenta per i paesi del bacino del mediterraneo la più grave malattia postraccolta degli agrumi. Per evitare lo sviluppo dei penicilli è necessario, oltre a tutta una serie di misure preventive (evitare la raccolta con i frutti quando bagnati e la formazione di ferite, allontanare i frutti marci dalle centrali prima che le spore dei penicilli inquinino l’ambiente, tenere pulite le linee di lavorazione) trattare i frutti con un fungicida. I fungicidi autorizzati (imazalil, tiabendazolo, ortofenilfenato di sodio) sono in numero molto limitato ed il loro continuo impiego ha portato alla selezione di ceppi resistenti per cui la loro efficacia è destinata a ridursi gradualmente nel tempo. La registrazione di nuove molecole è molto onerosa, e sicuramente la crescente avversione dei consumatori nei confronti di prodotti che presentano residui di molecole di sintesi e leggi sempre più restrittive, scoraggiano le industrie di agrofarmaci ad investire nella ricerca e nella richiesta di autorizzazione di nuove molecole da impiegare nella fase postraccolta.
In questo scenario l’impiego di prodotti naturali ad attività fungicida può rappresentare una valida alternativa alle molecole di sintesi, specie per le produzioni biologiche. Può, inoltre, risultare molto interessante il loro impiego in combinazione con i fungicidi di sintesi sia per una possibile attività sinergica con il fungicida sia per superare o prevenire l’insorgenza di ceppi resistenti. A tal fine sono state effettuate alcune prove preliminari su frutti di agrumi inoculati artificialmente con Penicillium digitatum, utilizzando olio essenziale di bergamotto.

Materiali e Metodi

Prova 1
Frutti di pompelmo cv Marsh seedless sono stati lavati con acqua contenente l’1% di candeggina (corrispondente a circa 500 mg/L di ipoclorito di sodio), sciacquati con acqua corrente ed inoculati artificialmente in due punti diametralmente opposti del piano equatoriale con un ago (diametro = 1 mm; profondità = 1 mm). Prima di ogni ferita l’ago veniva sistematicamente immerso in una sospensione conidica (104 conidi/mL) di P. digitatum. Subito dopo essere stati inoculati i frutti sono stati trasferiti in una cella frigorifera a 20°C e 90% umidità relativa (UR). Dopo 8 ore dall’inoculo 3 repliche di 20 frutti ciascuna sono state sistemate all’interno di un contenitore di plexiglas e chiusi ermeticamente. Attraverso un rubinetto sono stati pipettati su carta da laboratorio sistemata su un piattino di ceramica 2 mL di olio essenziale di bergamotto. Il rubinetto quindi è stato chiuso ed i frutti sono rimasti chiusi all’interno del contenitore per 24 ore (trattamento A). Altre 3 repliche di 20 frutti ciascuna sono stati chiusi in un contenitore identico a quello di prima, ma in questo caso all’interno del contenitore è stato sistemato un apparecchietto da aerosol e 2 mL di olio di bergamotto sono stati fatti vaporizzare; anche in questo caso l’esposizione all’olio essenziale è durata 24 ore (trattamento B). In entrambi i contenitori erano sistemate due piccole ventole azionate da due pile elettriche, per favorire il rimescolamento dell’atmosfera interna. Altre tre repliche di 20 frutti ciascuna sono stati sistemate all’interno di un terzo contenitore, identico ai due precedenti, ma in questo caso i frutti non sono stati sottoposti ad alcun trattamento (testimone). Dopo 24 ore i frutti sono stati messi fuori dai contenitori e trasferiti a 20°C e 90% UR. La presenza dei marciumi è stata rilevata dopo 7 e 11 giorni di conservazione.
Prova 2
Sono stati utilizzati frutti di mandarino cv Tardivo di Ciaculli. I frutti sono stati inoculati secondo le modalità applicate nella prova 1, con la differenza che in questo caso la concentrazione conidica di P. digitatum era di 105 conidi/mL e che la durata di incubazione da 8 ore è stata portata a 24 ore. In questo esperimento l’olio di bergamotto è stato somministrato solo mediante l’apparecchio aerosol. Sono state utilizzate due concentrazioni di olio di bergamotto (2,5 e 5 mL/200 litri), e all’interno di ogni contenitore prima di essere chiuso è stato sistemato un apparecchietto aerosol con la quantità di olio sistemata nella relativa ampolla. Il testimone è stato chiuso in un terzo contenitore. L’esposizione ai vapori dell’olio essenziale è stata anche in questo caso di di 24 ore. A fine prova i frutti sono stati tolti dai rispettivi contenitori e trasferiti in cella frigorifera a 20°C e 90% UR e la presenza di marciumi è stata rilevata dopo 5 e 8 giorni dall’inoculo. I dati ottenuti sono stati sottoposti all’analisi della varianza e la separazione delle medie è stata eseguita secondo il metodo di Fisher, della minima differenza significativa.
Risultati
Prova 1
Dopo 7 giorni di conservazione i frutti del testimone e del trattamento A riportavano perdite intorno al 16%, mentre quelli del trattamento B, perdite leggermente inferiori ma statisticamente non differenti (Fig. 1). Dopo 11 giorni di conservazione si osservava un generale incremento dei marciumi, leggermente più alto nei frutti sottoposti al trattamento con olio essenziale di bergamotto, ma le differenze non erano statisticamente significative (Fig. 1).

Prova 2
Dopo 5 giorni di conservazione il testimone accusava perdite del 50%, mentre l’olio essenziale riduceva in modo significativo l’incidenza dei marciumi (Fig. 2). Tale tendenza veniva confermata anche dopo 8 giorni di conservazione (Fig. 2). Inoltre, la concentrazione più alta di olio essenziale ha evidenziato una maggiore efficacia sia dopo 5 giorni sia dopo 8 giorni di conservazione.

Discussione
I risultati ottenuti nella prima prova non hanno dato indicazioni positive sull’efficacia dell’olio essenziale di bergamotto. Sicuramente la relativamente bassa concentrazione di inoculo, la scarsa volatilizzazione mostrata dall’olio essenziale nel trattamento A e le concentrazioni impiegate non hanno consentito di verificare l’eventuale efficacia dell’olio essenziale nel ridurre lo sviluppo della muffa verde. Le modifiche apportate al piano sperimentale nella seconda prova (più elevata densità di inoculo, somministrazione dell’olio sotto forma di aerosol, concentrazioni più elevate di olio essenziale e maggior intervallo tra inoculo e trattamento, per consentire una più completa germinazione dei conidi) hanno consentito di appurare meglio l’effetto dell’olio di bergamotto sullo sviluppo dei marciumi. I risultati sono sicuramente interessanti, infatti, ad entrambe le concentrazioni la riduzione dei marciumi rispetto al controllo è stata significativa sia dopo 5 giorni, sia dopo 8 giorni di conservazione. L’approfondimento della ricerca merita sicuramente supporto, per confermare l’efficacia dell’olio essenziale di bergamotto sullo sviluppo del Penicillium digitatum e su eventuale altri funghi di interesse e sfruttarne vantaggiosamente le proprietà antifungine.

 

Aerosol; Contenitore per il trattamento con aerosol; Frutti dentro il contenitore; Particolare frutti dentro il contenitore; Aerosol in funzione; Trattamento con olio essenziale imbevuto su carta

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Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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