SCHEDA RILEVAMENTO DATI


Patata “Viola Calabrese”


patata viola calabrese

Arsac Progetto Biodiversità

FAMIGLIA:  Solanacee

GENERE: Solanum

SPECIE: Solanum tuberosum L.

CULTIVAR/ECOTIPO: Viola calabrese

SINONIMI: Viola silana o locale

DENOMINAZIONI DIALETTALI: “a patata “

RISCHIO DI EROSIONE: medio

DATA AGGIORNAMENTO SCHEDA

DATA INSERIMENTO REPORTORIO :

SOGGETTO INCARICATO PER LA MOLTIPLICAZIONE: ARSAC – CSD Molarotta – Spezzano della Sila (CS)

AREALE DI RILEVAMENTO : Comune di Spezzano della Sila (CS)

LUOGO CONSERVAZIONE EX SITU: Presso Dipartimento Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze, Piazzale delle Cascine, 18 50144 Firenze

PIANTA: con portamento eretto, di altezza media-alta.

POLPA: compatta di colore bianco, di media granulosità e molto resistente al disfacimento.

BUCCIA: sottile con l’epidermide di colore viola

TUBERO : di forma ovale allungata.

Suscettibilità fitopatie: elevata resistenza alla peronospora (Phytophthora infestans); discreta sfuggenza verso la tignola (Phthorimaea operculella).

Altre caratteristiche in breve: la viola calabrese si adatta bene alla coltivazione in pieno campo negli ambienti dell’altopiano silano, area particolarmente vocata per un’agricoltura di tipo biologico. L’epoca di maturazione della pianta, intesa come la fase in cui 80% circa delle foglie risultano appassite, è media tardiva. Le specifiche peculiarità della polpa la rendono particolarmente indicata per le diverse utilizzazioni in cucina e viene classificata come patata di classe A, dal punto di vista culinario.

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CENNI STORICI, ORIGINE, DIFFUSIONE

Il materiale di propagazione è stato reperito nell’altopiano della sila (1996) dove nel passato questa varietà veniva coltivata insieme ad altre, come testimoniano gli scritti di Tommasi (1937). E’ stata, quindi, avviata, l’attività di recupero e descrizione di questa antica varietà di patata, di cui si erano perse le tracce. In particolare il servizio di divulgazione dell’allora ARSSA, oggi ARSAC, nelle persone di Francesco Perri e Giuseppe De Marco, hanno svolto un’indagine a tappeto nel territorio e nelle località “Germano ed “Rovale”, in agro del comune di San Giovanni in Fiore (CS), riuscendo a recuperare pochi tuberi.

Questi sono stati prelevati da piante presenti in piccolissimi orti a conduzione familiare e moltiplicati in pieno campo nell’altopiano della sila. Tali pochi tuberi, visto che venivano moltiplicati ogni anno, erano pieni di virosi; pertanto presso il laboratorio del Disat (Università Firenze) è stata effettuata, in condizioni di sterilità, l’introduzione in vitro, attraverso l’espianto dei meristemi dai germogli dei tuberi e, successivamente risanati tramite termoterapia per l’eliminazione di eventuali virus.

L’introduzione in vitro ha reso possibile la produzione di micro e minituberi dai quali poi è stato ottenuto materiale di propagazione sufficiente per effettuare semine in pieno campo, allo scopo di rilevare le caratteristiche morfotipiche e produttive della varietà.

Le caratteristiche fenotipiche osservate contraddistinguono nettamente la “viola” dalle altre varietà coltivate nel territorio italiano. Caratteristici sono soprattutto i tuberi, di forma per lo più allungata e facilmente distinguibili per la buccia sottile di colore viola, gli occhi (gemme) profondi e la polpa compatta di colore bianco. La viola si adatta bene alla coltivazione in pieno campo negli ambienti dell’altopiano silano, area particolarmente vocata per un’agricoltura di tipo biologico. E’ da sottolineare la presenza di un livello di tolleranza alla peronospora (phytophthora infestans) più elevato rispetto ad altre varietà coltivate sull’altopiano silano, che la viola ha dimostrato di avere sia in prove di laboratorio  effettuate dall’ENEA che in pieno campo. Un altro carattere importante di questa varietà, da non trascurare, è l’elevato sviluppo dell’apparato radicale che gli consente di tuberizzare a profondità maggiori rispetto ad altre varietà. Ciò fa ipotizzare una discreta sfuggenza verso la tignola (phthorimaea operculella). E’ ipotizzabile che queste caratteristiche siano state selezionate nel tempo dalla stessa varietà. Qualità culinarie:  I tuberi della Viola calabrese presentano una polpa compatta, molto resistente al disfacimento, di media granulosità, poco umida, con un gusto tipico di patata (leggermente legnoso), molto caratteristico. Per queste peculiarità risulta particolarmente indicata per la bollitura e soprattutto per la produzione di gnocchi; ottima anche per la cottura al forno o alla brace (intera con tutta la buccia), tanto da essere classificata come patata di classe A, dal punto di vista culinario.

BIBLIOGRAFIA 

“La Valorizzazione agraria della Sila” estratto da studi silani, scritto nel 1937 dal Prof. Giuseppe Tommasi, Direttore del Regio Istituto Chimico Agrario Sperimentale di Roma, edito: Napoli I.T.E.A Industrie Tipografiche ed Affini, Carlo III, n. 12, 1937.

La Sila e i suoi valori del dr. Giuseppe Talarico, Ramo editoriale degli agricoltori – Roma Giugno 1950

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