Clementina di Calabria (IGP)

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Clementine di Calabria (IGP)

SS Cosma e Damiano 47 – 87064 Corigliano Calabro (CS)

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www.igpclementinedicalabria.it

Consorzio per la Tutela delle IGP Clementine di Calabria

Per tutelare e promuovere le Clementine di Calabria I.G.P. è stato istituito il Consorzio per la Tutela della I.G.P. “Clementine di Calabria”, ente che racchiude al suo interno i produttori che svolgono la loro attività nel territorio di produzione della I.G.P. “Clementine di Calabria” secondo le modalità stabilite nel disciplinare di produzione. Il primo Atto costitutivo è del 1998. Il Consorzio per la Tutela della “Clementine di Calabria” IGP, nasce nel maggio 2002 a Corigliano Calabro, Piana di Sibari, territorio vocato alla coltivazione delle clementine, grazie alla buona volontà delle OO.PP. (Confagr., Colt.Dir. CIA.) di zona e alcune cooperative di produttori, con imprenditori e confezionatori. Riconosciuto con Decreto Ministeriale n° 64379 del 9 giugno 2006, pubblicato sulla GU N. 147 del 27/06/2006. Il Consorzio cerca inoltre di valorizzare le produzioni locali ed il loro territorio, offrendo così maggiori opportunità economiche e lavorative alle zone interne del comprensorio calabro.

Areale di produzione: comprende le province di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. Frutto – presenta un epicarpo liscio di colore arancione scuro, numerose ghiandole oleifere. La polpa è molto succosa, deliquescente e aromatica di colore arancione, con rarissimi semi. Forma – sferoidale, lievemente schiacciata ai poli. Il calibro è del diametro minimo di 16-18 mm. Tecnologia di produzione – le Clementine di Calabria, nelle varietà Comune, Fedele, Hernandina, Marisol, Nules, Spinosa, SRA 63 e Tardiva, sono coltivate su terreni di medio impasto in impianti che presentano una densità massima pari a 1200 piante per ettaro. La forma di allevamento prevalentemente è quella della chioma piena, con disposizione delle piante a rettangolo. Inoltre le piantagioni di Clementina devono essere ubicate lontano da quelle del mandarino ad una distanza tale da evitare l’impollinazione incrociata che porterebbe alla produzione di frutti con semi. La produzione unitaria massima è di 350 q.li per ettaro. Per la loro conservazione si ricorre alla refrigerazione in apposite celle alla temperatura di 4-6 gradi

Disciplinare di Produzione

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