Adattabilità della stevia rebaudiana in serra e in pieno campo e riproduzione tramite talee in vaso

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La Stevia (Stevia rebaudiana B.) è una pianta dicotiledone, della famiglia delle Asteraceae (Compositae), semiperenne e originaria del Paraguay. Ha un principio attivo denominato stevioside e rebaudoside che, dolcificando i prodotti in maniera naturale, rivoluziona il campo degli edulcoranti grazie alle sue qualità terapeutiche utili a fronteggiare malattie come il diabete. Da questa pianta si ricava un dolcificante sostitutivo dello zucchero, che essendo prodotto da fibra non entra in circolazione nel sangue. Ha un potere dolcificante venti volte superiore del glucosio. È utilizzata in bibite, alimenti dietetici e medicine, e si presenta sul mercato in foglia secca intera o trattata a differenti livelli (tritata, macinata, polverizzata). La produzione vegetale della stevia è considerata interessante nel settore agricolo, oltre a essere un importante punto a favore della diversificazione agricola del piccolo produttore. In generale si presenta come una attività complementare che permette un’entrata di capitali in periodi durante i quali le coltivazioni da rendita tradizionale non lo fanno.

Presso il CSD di Cropani, fin dal 2016, unici in Calabria, si è introdotta la stevia Rebaudiana, per verificare l’adattabilità al nostro ambiente pedoclimatico.
Per la realizzazione della prova sono state costituite due parcelle sperimentali di cui una in serra, estesa per mq 30, e una in pieno campo coprente una superficie di mq 5.

Oltre alla costituzione delle parcelle, la prova ha previsto la produzione di piantine in vaso tramite nebulizzazione e ombreggiatura dell’ambiente, per verificare il periodo migliore di radicazione.
Nella parcella in serra su 204 piantine messe a dimora nell’autunno del 2016, solo 170 sono attecchite nel 2017 (80% circa).
Di seguito si riportano i dati ottenuti nel 2018.
Nel 2018, le piantine sono state 140 con una percentuale di sopravvivenza del 68% rispetto all’anno di impianto.
A primavera del 2018 si sono effettuate le normali operazioni colturali quali la zappettatura delle malerbe e la concimazione con letame maturo. Non si sono verificati attacchi parassitari di nessun genere.
La raccolta delle piante è avvenuta in due tagli. Ne era previsto un terzo taglio ma non si è potuto effettuare per l’uragano che ha colpito il CSD. Il primo, effettuato il 6 giugno 2018, un mese prima rispetto al 2017, ad una altezza di 10 cm da terra, si è avuta una produzione di biomassa verde di 38 kg. Rispetto al 2017 si è registrata una produzione maggiore se si considera che le piantine sono passate da 170 a 140 e lo sfalcio è stato anticipato di un mese. Dopo essiccazione il peso si è ridotto del 50%, come il precedente anno. Dei 19 kg ottenuti dopo essicazione il 60% è rappresentato dalle foglie (nel 2017 era il 50%). Il 22 agosto, circa un mese prima rispetto al 2017 è stato effettuato un secondo taglio è si è avuta una produzione di 48 kg di sostanza verde che dopo essiccazione si è ridotta a 24 kg (50%). In questo taglio il
50% è costituito da foglie e il 50% di steli. Il terzo taglio non si è potuto effettuare per l’evento calamitoso già citato sopra. Alcune delle piante rimaste sono state utilizzate per ricavarne semi al fine di verificare la loro germinabilità.
In conclusione si può affermare che anticipando la raccolta ai primi di giugno si possono effettuare tranquillamente 3 tagli, aumentando la produzione annua. Infatti i due sfalci effettuati nel 2018 hanno prodotto in proporzione quanto i due sfalci del 2017. Purtroppo non si è potuto quantificare la raccolta del terzo taglio che, anche se meno produttiva, ha dato una certa produzione. Inoltre bisogna considerare che anticipando la raccolta delle piante si ottiene il 60% di foglie che è la parte utilizzata per estrarre la sostanza zuccherina. Nel 2017, dove la raccolta si è posticipata di un mese, il rapporto foglie/stelo è state del 50% .

Per quanto riguarda la prova in pieno campo, date le avverse condizioni climatiche (gelate tardive), non si è avuta produzione. Lo stesso si è verificato nel 2017. Da ciò si evince che è una pianta tipicamente tropicale sensibile alle condizioni ambientali avverse, per le quali ha bisogno di una protezione invernale.
Pe la produzione di piantine sono state messe a radicare ad inizio maggio (un mese prima che nel 2017), 200 talee semi legnose, in vasi contenenti il 60 % di terriccio e il 40 % di sabbia. A meta luglio si sono ottenute 200 piantine con il 100% di attecchimento (nel 2017 stato del 91%.). La prova si è ripetuta il 24 luglio. A fine settembre si sono ottenute 200 piantine (100%).
Nel mese di dicembre è stato raccolto del seme che verrà seminato nel prossimo anno da febbraio a maggio per verificare la loro capacità germinativa in epoche differenti, anche perché quello acquistato e seminato nel 2017 non ha prodotto nessuna piantina.

Piantine di stevia nate da talea
Stato vegetativo della stevia ad inizio primavera
Stato vegetativo della stevia ad inizio primavera
Piantine di stevia in essiccazione
Piantine di stevia in essiccazione

Scalise A., Scalzi T.
Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese – CSD di Cropani Marina – Catanzaro

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