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Acaro delle gemme del nocciolo in Calabria: monitoraggio e consigli per la difesa

L’ARSAC nell’ambito della collaborazione in corso, con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola di Calabria, svolge attività di assistenza tecnica per la lotta dei principali fitofagi del Nocciolo e in particolare per la Nocciola Tonda Calabrese, iscritta nel registro nazionale delle varietà di fruttiferi locali, con Decreto MIPAAF del 25.02.2020 G.U. n. 63 del 10.03.2020.

Il nocciolo ha le fasi di fioritura e impollinazione (foto1) durante il periodo invernale, tra dicembre a gennaio, a cui segue la ripresa vegetativa con la formazione delle nuove foglie (foto2). In questa fase il noccioleto è soggetto ai primi attacchi dell’acaro delle gemme del nocciolo Phytocoptella avellanae conosciuto anche eriofide del nocciolo. Il fitofago in primavera infatti,  migra dalle galle invernali verso i nuovi germogli per dare vita alla nuova generazione, causando un rallentamento della formazione e dello sviluppo delle giovani gemme (foto3); l’eriofide sverna nelle galle di neoformazione in attesa dei nuovi germogli che vengono attaccati durante la fase di migrazione con l’apertura delle galle (foto 4). In genere nei noccioleti condotti con il metodo biologico dove i trattamenti chimici sono limitati, vi è un contenimento del parassita entro la soglia d’intervento ad opera degli antagonisti naturali tra cui insetti e acari fitoseidi. Il particolare andamento climatico degli ultimi anni, con inverni miti e poco piovosi, ha comportato però un aumento dell’infestazione e la necessità di interventi specifici per il suo controllo. In questo periodo, dai monitoraggi eseguiti nell’area storica di coltivazione del Nocciolo in Calabria (Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario), si osserva l’avvio della fase di apertura delle galle e la migrazione dell’acaro.

Per valutare se è necessario intervenire in altre zone di coltivazione, occorre considerare la soglia di intervento che si calcola tramite monitoraggio diretto.

Esempio di calcolo con monitoraggio diretto: si individuano 10 piante per appezzamento e si esaminano 10 gemme per pianta, contando in numero delle galle presenti. La somma di tutte le galle rilevate indica la percentuale di attacco. La soglia per intervenire è intorno al 10-15 % (riferito alle galle).

Il momento ottimale per intervenire è durante la fase di apertura delle galle (foto 4) che precede la migrazione dell’acaro.

I tattamenti effettuati  prima dell'”apertura” sono inefficaci in quanto l’acaro è protetto all’interno della galla.

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1. Fioritura  – 2. Fase di germogliamento –  3. Galla in fase di apertura –  4. Galla aperta fase di migrazione dell’acaro

In Turchia da qualche anno, alcuni ricercatori hanno messo a punto un metodo per verificare la migrazione dell’acaro, che consiste nel porre del nastro biadesivo in adiacenza delle galle per catturare gli acari in mobilità ed individuare il momento opportuno per il trattamento.

Difesa

Per il contenimento dell’acaro è necessario intervenire con due trattamenti distanziati  8-10 giorni, con prodotti a base di zolfo bagnabile alle dosi indicate in etichetta e temperature intorno a 20°C, che consentono la sublimazione dello zolfo che svolge l’azione acaricida in forma gassosa disidratando gli acari.

Lo zolfo è ammesso in agricoltura biologica, mentre in agricoltura convenzionale oltre allo zolfo si possono utilizzare anche altri prodotti esclusivamente autorizzati per la coltura verificando l’etichetta del prodotto.

Il monitoraggio in campo e i rilievi fotografici, sono stati effettuati in collaborazione con i produttori associati al Consorzio di Valorizzazione della Nocciola di Calabria.

Arsac Centro Divulgazione Agricola n. 15 Serra San Bruno

Divulgatore Agricolo Dr. Antonio Clasadonte

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Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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