L’ARSAC nell’ambito delle azioni di sostegno allo sviluppo della filiera corilicola in Calabria, frutto della collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola Calabrese, svolge attività di consulenza e assistenza tecnica per la coltivazione del nocciolo e il miglioramento qualitativo della Nocciola Calabrese.
Il monitoraggio dello stato vegetativo e la di presenza dei fitofagi chiave nei noccioleti calabresi, è stato rilevato che le piante si trovano nella fase della 5 foglia (Foto1), con inizio differenziazione delle nocciole in fase di formazione, la parziale stabilizzazione delle temperature, con un graduale innalzamento nel mese di Aprile ha favorito lo sviluppo vegetativo.

Insetti da monitorare
In questa fase sono da monitorare gli insetti che provocano danni sulle nocciole in particolare:
1. Balanino (Curculio nucum)
Insetto sverna nel terreno, in forma impupata, a maggio gli adulti iniziano a spostarsi sulla pianta, dopo l’accoppiamento le femmine depongono le uova, scavando una cavità nelle nocciole, le larve attaccano il seme provocandone la caduta anticipata delle nocciole, le larve mature forano il guscio e si interrano a 15-20 cm di profondità per svernate nella primavera successiva.
Il campionamento si avvia in questo periodo effettuando il monitoraggio, con il metodo cosiddetto “frappage” (Foto 2), consiste nella cattura attraverso lo scuotimento delle branche, la mattina presto, quando gli adulti sono poco mobili, di alcune piante per appezzamento per provocare la caduta degli insetti su un telo, noi abbiamo utilizzato un telo sintetico di colore bianco. Gli adulti cadono sul telo in tanatosi (finta morte) e possono essere facilmente contati. Devono essere campionate almeno 6-8 piante per ettaro seguendo un percorso in diagonale all’interno dell’appezzamento, la soglia di intervento per il balanino (foto 3 ) è di 2-3 individui per pianta, in questa fase non ci sono state catture ma solo evidenza di alimentazione degli adulti sulle foglie.
I prodotti ammessi per il controllo del balanino sono: Etofenprox (1) (2), Deltametrina (1) (3)
Note:
(1) Tra piretroidi ed Etofenprox non più di 3 interventi all’anno indipendentemente dall’avversità.
(2) Al massimo 1 intervento all’anno.
(3) Al massimo 2 interventi all’anno.
2. La cimice del Nocciolo (Gonocerus acuteangulatus) (Foto 4)
Compie 1 generazione/anno. Adulto di color marrone nella parte dorsale e verde chiaro su quella ventrale. Sverna in siepi e cespugli e compare in campo nella seconda metà di maggio.
La femmina depone uova isolate, color perla, su brattee e foglie di nocciolo. Le neanidi compaiono a fine giugno e danno luogo a forme adulte a luglio. Il suo ciclo si svolge esclusivamente sul nocciolo.
Il danno provocato è dovuto alla puntura di alimentazione: l’insetto inietta della saliva nel seme causando due tipi di reazione a seconda del periodo.
- Punture precoci → aborto traumatico del seme
- Punture tardive → alterazioni qualitative (sapore amarognolo, rancidità, deformazioni)
Questo si traduce, al momento della vendita, in una quotazione che tiene conto della percentuale di cimiciato, per determinare il prezzo di conferimento all’industria di trasformazione. Il prezzo viene calcolato sulla resa della nocciola in sgusciato e percentuale di danno da cimiciato.
Oltre al gonocero altre cimici che provocano lo stesso danno sono la Nezara viridula, Palomena prasina di colore verde e altre, che svolgono il loro ciclo su altre piante ma che possiamo trovare sul nocciolo come ospite intermedio e sono comunque da monitorare, con lo stesso metodo nel periodo maggio-giugno sempre nelle prime ore del mattino.
La soglia limite è di 1.5-2 adulti a pianta, calcolata come media delle piante esaminate, va comunque osservato lo sviluppo della nocciola: le cimici pungono nella fase di sviluppo della nocciola e guscio non ancora legnoso.
3. La Cimice asiatica – Halyomorpha halys
Non risulta la sua presenza nei noccioleti monitorati in quanto è confondibile con la Raphigaster nebulosa, una cimice ampiamente diffusa ma non ritenuta dannosa, le due cimici sono simili e si differenziano solo per alcuni particolari.
In questa fase la presenza delle cimici è sotto la soglia d’intervento, ma comunque non siamo ancora nello stadio fenologico di sviluppo e accrescimento del seme.
Altri rilievi
Per altri insetti e avversità si esegue il monitoraggio visivo diretto. Sono stati rilevati Afidi, Cocciniglie e altri insetti ma sempre come presenza nei noccioleti, non dannosi ai fini della produzione.
Interventi agronomici
Gli interventi agronomici consigliati in questa fase sono la spollonatura manuale con uso di decespugliatore, polloni che ancora hanno una certa consistenza erbacea, per limitare la competizione nutritiva con la pianta.
Non sarebbe opportuno trinciare in quanto la vegetazione spontanea ospita numerosi antagonisti naturali, che possono contribuire al contenimento dei fitofagi, in particolare alimentandosi delle uova delle cimici nocciolaie.
Avversità crittogamiche
Necrosi batterica (Xanthomonas campestris pv. corylina)
Solo in caso di forte attacco, si può ancora intervenire in questa fase, con un trattamento a base di rame (1), alle dosi minime indicate in etichetta.
Rimane obbligatorio impiegare esclusivamente formulati autorizzati per la coltura, verificando l’etichetta del prodotto fitosanitario. Viene comunque raccomandato l’impiego di prodotti a basso impatto ambientale, al fine di mantenere l’equilibrio degli antagonisti naturali.
Oidio (Phyllactinia guttata) e (Erysiphe corylacearum)
(oidio comune del nocciolo): si manifesta con la caratteristica efflorescenza biancastra sulla pagina inferiore della foglia. Nelle aree monitorate non ci sono attacchi di particolare entità.
(1) Ammesso sia in biologico che integrato, sempre con la limitazione 28 kg/ha in 7 anni (circa 4 kg/ha ogni anno), come previsto anche dal Disciplinare di Produzione Integrata della Regione Calabria.
Il monitoraggio in campo e i rilievi fotografici, sono stati effettuati in collaborazione con i produttori associati al Consorzio di Valorizzazione della Nocciola di Calabria.
Arsac CeDA15 Serra San Bruno
Divulgatore Agricolo Dr. Antonio Clasadonte