nocciolo 2025 3-4

Difesa Fitosanitaria del Nocciolo mese di Marzo 2026

Monitoraggio e consigli per il controllo dell’Acaro delle gemme del Nocciolo (Phytocoptella avellanae)

L’ARSAC nell’ambito delle azioni di sostegno allo sviluppo della filiera corilicola in Calabria, frutto della collaborazione con il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Nocciola Calabrese, svolge attività di consulenza e assistenza tecnica per la coltivazione del nocciolo e il miglioramento qualitativo della Nocciola Calabrese.

Dal monitoraggio dello sviluppo vegetativo e dalla verifica della presenza dei principali fitofagi chiave presenti nei noccioleti calabresi, è stato rilevato che le piante si trovano nella fase di pre-apertura delle gemme e si nota che le gemme colpite dall’acaro si presentano sotto forma di galle con deformazione che ha compromesso lo sviluppo, in particolare si nota già nella fase di fioritura e impollinazione, (foto1 e 2).

Foto 1 Particolare fioritura – Foto 2 Presenza di galla in fase di fioritura – Foto 3 Particolare galla in fase di pre-apertura

In questo periodo di sviluppo vegetativo l’eriofide del nocciolo (Phytocoptella avellanae), conosciuto anche come acaro delle gemme del nocciolo, si trova ancora nelle gemme trasformate in galle, solo nella fase di germogliamento ci sarà la migrazione, con conseguente danno  legato alle punture di alimentazione sia sulle gemme a fiore che a legno, in quanto vanno incontro ad un processo ipertrofico con trasformazione dei tessuti in squame carnose (foto3).

In questa fase, la pianta è soggetta ai primi attacchi, per effetto della migrazione delle forme mobili dell’acaro, dalle galle dell’anno precedente in fase di pre-apertura (foto 3) verso le gemme di nuova formazione per l’inizio del nuovo ciclo. Le gemme attaccate dall’acaro non si sviluppano di conseguenza si ha un limitato sviluppo delle piantine giovani in fase allevamento e una riduzione di produzione delle piante in maturità.

Nell’agrosistema dei noccioleti calabresi, la popolazione dell’acaro viene contenuta dall’azione degli antagonisti naturali tra cui insetti e acari fitoseidi, che mantengono gli acari sotto la soglia d’intervento. Negli ultimi anni però, come conseguenza degli inverni miti abbiamo assistito ad un aumento dell’infestazione dell’eriofide oltre la soglia e quindi la necessità di interventi per il suo controllo.

Al fine di valutare la soglia il grado d’infestazione, si procede con  dei monitoraggi in campo, principalmente nell’area storica di coltivazione del Nocciolo in Calabria (Cardinale, Torre di Ruggiero e Simbario)

In particolare si osserva l’inizio della ripresa vegetativa con apertura delle gemme e delle galle con migrazione dell’acaro.

Per valutare l’eventuale necessità di intervenire, è opportuno calcolare la percentuale di infestazione.

A titolo esemplificativo, si possono esaminare 10 piante per ettaro, osservando 4 rami per ciascuna pianta. Si procede quindi al conteggio delle galle presenti in rapporto al numero totale di gemme, determinando la percentuale di attacco sul totale rilevato. La soglia di intervento si colloca indicativamente intorno al 10–15% di gemme colpite (riferita alla presenza di galle).

Per individuare il momento ottimale del trattamento è fondamentale monitorare l’apertura delle galle, fase che precede la migrazione dell’acaro. All’interno della galla, infatti, il fitofago è protetto e non risulta sensibile ai trattamenti.

In Turchia, e successivamente in altre aree corilicole, alcuni ricercatori hanno messo a punto un metodo per verificare l’inizio della migrazione: consiste nell’applicare del nastro biadesivo in prossimità delle galle, così da intercettare gli acari in movimento e individuare con maggiore precisione il momento più idoneo per intervenire.

Per il contenimento è necessario intervenire con due trattamenti distanziati da 8-10 gg., con prodotti a base di zolfo bagnabile alle dosi indicati in etichetta e temperature intorno a 20°C, necessari alla sublimazione dello zolfo che svolge l’azione acaricida disidratando gli acari; è un principio attivo ammesso in agricoltura biologica utilizzato anche in agricoltura integrata dove è consentito utilizzare anche prodotti di sintesi, in tal caso è obbligatorio impiegare esclusivamente formulati autorizzati per la coltura verificando l’etichetta del prodotto fitosanitario. Viene comunque raccomandato l’impiego di prodotti a basso impatto ambientale, al fine di mantenere l’equilibrio degli antagonisti naturali. In questa fase non è consigliato trattare ma attendere il germogliamento con 3-4 foglie aperte.

Il monitoraggio in campo e i rilievi fotografici, sono stati effettuati in collaborazione con i produttori associati al Consorzio di Valorizzazione della Nocciola di Calabria.

Arsac CeDA15 Serra San Bruno Divulgatore Agricolo Dr. Antonio Clasadonte

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Publicato da Arsac Ufficio Marketing Territoriale

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