Si è discusso di “problematiche del castagno in Calabria” nel seminario che si è tenuto Santo Stefano di Rogliano

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Giovedì 7 marzo 2019, presso la sede di Calabria Verde Santo Stefano di Rogliano (CS), si è tenuto il seminario organizzato da Coldiretti Cosenza, con il contributo tecnico-scientifico di ARSAC,  sulle “Problematiche del castagno in Calabria”. Gli organizzatori del seminario, e più specificatamente la Responsabile Donne  Impresa CZ-KR-VV Maria Antonietta Mascaro, il Responsabile Regionale Campagna Amica Mario Ambrogio ed il Direttore Regionale Coldiretti Calabria Francesco Cosentino, dopo un breve saluto rivolto ai numerosi partecipanti, hanno tracciato un quadro della grave situazione castanicola calabrese flagellata, a partire dal 2009, dal temibile cinipide che ne ha quasi azzerato l’intera produzione regionale .

Il primo intervento in programma della Ricercatrice CREA dott.ssa Tatiana Castellotti ha descritto lo stato dell’arte della castanicoltura regionale in rapporto alle dinamiche settoriali nazionali ed europee evidenziando, in particolare, le performance produttive calabresi, ante infestazione cinipide, i prezzi spuntati dalle poco valorizzate castagne ed i possibili scenari di sviluppo del comparto. Subito dopo è intervenuta l’ARSAC con una prima relazione della dr.ssa Vincenzina Scalzo, Responsabile tecnico del Progetto Controllo Biologico del Cinipide galligeno del castagno in Calabria predisposto dal Servizio Fitosanitario regionale.  Nel corso della sua comunicazione la Scalzo ha presentato i recenti risultati conseguiti, dopo 6 anni consecutivi di interventi nei castagneti di tutta la regione, che hanno fatto registrare un interessante livello di parassitizzazione raggiunto, il che significa una buona presenza dell’antagonista (Torymus sinensis) che sempre più contribuirà a limitare la proliferazione della vespa cinese.  Il pubblico, composto essenzialmente da agricoltori e tecnici del settore, ha accolto la notizia con un sincero entusiasmo manifestando ottimismo per il futuro del comparto. A seguire il secondo intervento ARSAC del dr Fabio Petrillo che ha illustrato gli interventi colturali necessari per ridare respiro ad una castanicoltura in crisi, focalizzando l’attenzione sulla tecnica della potatura del castagno e sui principi fisiologici che la governano.

Il seminario tecnico si è concluso con l’intervento di   Giuseppe Sicilia formatore lavori in quota che ha portato all’attenzione del pubblico la tecnica del tree climbing. Una competenza tecnica questa che si acquisisce frequentando un corso di formazione di 32 ore e che consente al potatore di salire e di potare ad altezze elevate (15-20 metri) in condizioni di assoluta sicurezza, scongiurando i rischi di incidenti invalidanti o esiziali.

Il convegno si è chiuso con l’ottimismo dei convenuti e con una certezza: il 2019 rappresenta l’anno di svolta per la ripartenza ed il rilancio della castanicoltura calabrese .

Nel primo pomeriggio la giornata è proseguita con la prova pratica di potatura presso l’azienda castanicola Pascuzzo in loc. Mauritania nel comune di Santo Stefano di Rogliano. Il vivaio Allasia Plant di Soveria Mannelli ha messo a disposizione le competenze tecniche dei i propri potatori esperti,  provvisti del necessario patentino tree climbing, che sotto la guida dei tecnici ARSAC  hanno realizzato la potatura dimostrativa.

A margine dell’incontro è stato deciso di inaugurare un tavolo tecnico, composto da Coldiretti, ARSAC,  GAL, aziende agricole singole e associate con lo scopo di  guardare al futuro della castanicoltura, programmando attività di recupero e di corretta  gestione dei nuovi impianti e di quelli  tradizionali.  Tutti hanno convenuto che c’è bisogno di far ripartire questo settore – strategico per l’economia delle aree interne e per il presidio del territorio –  e questo lo si può fare con l’associazionismo, con corsi di formazione in potatura tree climbing, corsi di innesto, ed anche con un forte coinvolgimento da parte delle istituzioni. 

PROVA PRATICA DI POTATURA

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