L’allevamento della Trota Fario nel CSD ARSAC di Molarotta

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Nel Centro di Molarotta, dallo scorso autunno, è iniziato allevamento della trota Fario, autoctona silana, finalizzato alla produzione di avannotti da utilizzare per il ripopolamento dei torrenti calabresi.

Prima della riapertura dell’impianto ittiogenico presente nel CSD di Molarotta, circa venti operai del Centro, hanno frequentato un corso, e superato il relativo esame finale, sull’uso del catturapesci elettrico in nostra dotazione. A fronte della specifica autorizzazione della Regione Calabria, in alcuni torrenti Silani, sono stati prelevati gli esemplari di trota Fario che sono attualmente allevati nell’impianto ittiogenico del Centro di Molarotta. La fase iniziale dell’allevamento degli esemplari adulti è risultata delicata per il difficile adattamento delle trote alla nuova alimentazione basata sull’impiego di specifici mangimi, sia galleggianti che di fondo.

Il 22 gennaio scorso il personale del Centro, ha eseguito la fecondazione artificiale utilizzando femmine e maschi  adulti in rapporto di 4:1.

Quotidianamente, per circa due mesi, l’operaio addetto all’impianto, servendosi di una piuma ed una pinzetta, ha provveduto ad allontanare dall’intera massa, le uova non fecondate.

Successivamente, il 25 marzo si è avuta la schiusa delle uova con la fuoriuscita degli avannotti ancora avvolti nel sacco vitellino.

Per circa un mese i giovani avannotti di trota Fario, si sono alimentati delle sostanze nutritive contenute nel sacco vitellino per poi passare gradualmente ad essere alimentati con mangime specifico.

Ma nell’allevamento della trota Fario, specie molto delicata e dalla crescita lenta, non bisogna mai abbassare la guardia ma continuare a gestire con oculatezza e professionalità l’impianto ittiogenico perché al variare delle condizioni ambientali o per l’insorgenza di malattie causate da funghi o batteri, si possono verificare forti perdite.

Degli avannotti ottenuti, almeno in questa prima fase, la maggior parte sarà utilizzata nel Centro e rappresenterà la base per le future generazioni. Infatti tali esemplari, risulteranno già adattati alle condizioni ambientali e nutrizionali tipiche dell’allevamento in cattività. Dopodiché, in base al numero di avannotti ottenuti, una parte di essi, potrà essere impiegata nei ripopolamenti dei torrenti della Calabria.

 

 

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