S.S.106 Jonica  km 207,100  Cropani M (CZ)

telefono  0961-961269

Direttore del CSD: Dr. Antonio Scalise

Il C.S.D. di Cropani M. è specializzato in orticoltura protetta e di piana aria e, in misura minore, in floricoltura e ha una superficie complessiva di circa 1,5  ettari. E’ ubicato in agro di Cropani sulla fascia ionica catanzarese, a pochi metri s.l.m.

La superficie agraria utilizzabile attuale è di circa 5.600 mq, di cui 3.800 mq sono in coltura protetta (n. 7 serre) e 1.800 mq in piena aria (n. 3 appezzamenti). L’attività del C.S.D. comprende anche i campi sperimentali della raccolta germoplasma fruttiferi e castagno fruttiferi

CARATTERISTICHE TECNICHE E STRUTTURALI

L’indirizzo produttivo orto-floricolo, basato soprattutto sulle colture in serra, impone ritmi colturali molto intensi e un succedersi continuo di colture, che si alternano durante tutti i mesi dell’anno.

Il Centro di Cropani M. assume l’impegno di indirizzare ogni tema sperimentale verso il raggiungimento di obiettivi di qualità e salubrità dei prodotti, di produttività delle colture, valorizzando nuove varietà adatte agli ambienti calabresi, con l’intento di utilizzare nella maniera migliore le strutture fisse esistenti.

QUADRO DELLE COLTURE E DELLE PROVE IN ATTO  O DI IMMINENTE REALIZZAZIONE
Tematiche
Descrizione delle prove
Pomodoro da mensa

Valutazione agronomica e produttiva di nuove varietà, anche in relazione alle diverse tipologie di frutto (tondo liscio, costoluto, ovale, a grappolo, ciliegino, ecc.), analisi qualitative dei frutti.

Lotta biologica. Quest’anno sono state recuperate varietà antiche di pomodoro per verificare la commercialibilità del prodotto e la resistenza ai patogeni

FragolaProve di confronto varietale, anche il relazione ai diversi tipi di piante (frigoconservate, fresche a radice nuda, fresche cime radicate, valutazione di piante propagate in Sila, analisi qualitative dei frutti.  Attività vivaistica per la moltiplicazione delle migliori selezioni con produzione di cime radicate. Inoltre le selezioni più avanzate in fase di collaudo finale sono collaudate in pieno campo.
CipollaValutazione di ecotipi “Cipolla di Tropea”, diversi per forma del bulbo e precocità di maturazione e verifica del loro adattamento agli ambienti della fascia ionica.
Peperone

Valutazione agronomica e produttiva di ecotipi calabresi e di ibridi di ecotipi calabresi: recupero del peperone riggitano.

Molto interessanti sono risultate le prove condotte su peperone, che hanno previsto la valutazione di un ibrido, il Matiz, varietà che rappresenta una selezione del tipico peperone “Riggitano” e di altri ecotipi di prevalente interesse regionale, Topepo amaro, Topepo dolce, Nduja amara, Nduja dolce. Tutte le varietà suddette hanno evidenziato eccellenti caratteri qualitativi del frutto, mentre si sono differenziate per i livelli di produzione forniti.

Ortaggi da foglia e lattugheValutazioni varietali in relazione al ciclo colturale
Cetriolo Sono da segnalare anche le nuove varietà di cetriolo introdotte, Jazzer, Hiyeld, Jumbo e Pontia che hanno evidenziato potenzialità produttive molto elevate.
ZucchinoValutazione agronomica e produttiva di nuove varietà
FagiolinoValutazione varietale e tecniche di produzione biologico-integrate. In questi giorni si sono seminate delle cv antiche per verificare la loro adattabilità, produttività e resistenza alle patologie.
Broccolo, cavolfiore, cavolo-verzaValutazione agronomica e produttiva di nuove varietà
Bulbacee da fioreIntroduzione e coltivazione della fresia e strelizia
Produzioni biologicheRealizzazione di prove di coltivazione biologica di alcune specie ortive come il pomodoro da mensa
Lotta biologicaStudio di applicazioni di tecniche di lotta biologica per il controllo dei parassiti delle piante
Controllo biologico dei parassiti del terreno

Studio e applicazione di tecniche di controllo dei parassiti del terreno alternative ai mezzi chimici (sovescio di piante “biocide”, impiego di sostanze naturali e prodotti microbiologici e organici). Quest’anno nella coltura di pomodoro si sono introdotte in consociazione colture biocide come il tagete, il nasturzio e la rucola per verificare il contenimento della infezione dei nematodi.

INNOVAZIONI TECNICHE applicate nel CSD

Adozione di tecniche produttive biologico – integrate. Ottenimento di prodotti esenti da residui di antiparassitari

In linea con le prerogative che hanno contraddistinto il CSD di Cropani negli anni passati, tutti i programmi colturali sono stati realizzati adottando tecniche produttive a ridotto impatto ambientale.

Sono stati applicati metodi produttivi biologico-integrati, che hanno previsto la riduzione al minimo dell’impiego dei mezzi chimici, sia per la concimazione che per la difesa fitosanitaria, con la sola eccezione legata alle forti infestazioni di nematodi (parassiti dell’apparato radicale) in alcuni appezzamenti in serra, che hanno compromesso la buona riuscita delle colture, per i quali è stato indispensabile procedere alla disinfezione del terreno con prodotti chimici.

In particolare, per la nutrizione delle piante ed il mantenimento di un adeguato stato di fertilità del terreno, è stato incrementato l’impiego di sostanza organica, come il letame maturo di vacca e conpost biodinamico.

Nella difesa antiparassitaria sono stati esclusi i prodotti chimici di I e II classe tossicologica e applicate tecniche innovative di controllo dei parassiti basate sull’uso prevalente di sostanze naturali e insetti utili. Sono quindi state conseguite produzioni esenti da residui chimici di antiparassitari.

In tal modo i temi sperimentali – dimostrativi di ciascuna coltura sono risultati arricchiti da ulteriori elementi di interesse tecnico – scientifico.

La salubrità e genuinità del prodotto ci ha consentito di creare una filiera corta con prodotti a km zero, che annualmente ci ha consentito un certo introito e ha stimolato gli agricoltori più dinamici della zona a convertire e rendere vincente il prodotto agricolo sul mercato locale, aumentando così il valore aggiunto.

Altra attività è l’allevamento delle api regine presso il CSD, chiesto dagli apicoltori ai quali si è fornita assistenza tecnica su:

  1. accompagnare lo sviluppo primaverile delle famiglie prevenendo la sciamatura, mediante l’eventuale formazione di altre famiglia;
  2. rinnovamento programmato delle regine, ogni uno o due anni;
  3. gestione delle problematiche connesse alla qualità della deposizione, durante la stagione apistica (regine non soddisfacenti, orfanità, regine fucaiole, ecc)

Con tale attività si è potuto  dare un buon contributo agli apicoltori dell’area.

Piante salutistiche

Inoltre presso il CSD, si è introdotta, per la prima volta in Calabria nel 2016, una pianta perenne che è la stevia Rebaudiana, legalizzata da tre anni in  Europa, per verificare l’adattabilità  al nostro ambiente pedoclimatico.  Una pianta dalla quale si ricava un dolcificante sostitutivo dello zucchero, che prodotto da fibra non entra  in circolazione nel sangue. Ha un potere dolcificante venti volte superiore del glucosio.

Sono state condotte le prime prove colturali di detta pianta sia in cielo aperto che i serra e si può ritenere che si è introdotta abbastanza bene. Dal punto di vista fitosanitario non ha manifestato nessun problema. Si adatta molto bene sui terreni sabbiosi, soffre su quelli pesanti. E’ sensibile al freddo invernale: le escursioni termiche hanno prodotti nell’inverno 2017 fallanze fino al 90% in pieno campo, mentre i serra ha vegetato abbastanza bene. Nel prossimo mese di giugno si applicheranno delle tecniche riproduttive per talea, visto che la riproduzione per seme è difficoltosa. e . Comunque presso il Centro si hanno tutti i dati vegeto-produttivi per l’anno dei primi mesi dell’anno.

Altra pianta introdotta presso il CSD è  l’aloe arborescens., pianta molto salutistica che aumenta le difese immunitarie nell’uomo. Si riproduce molto bene ed emette molti polloni che sono asportati e ripiantati lungo il confine perimetrale del CSD. Le piante sono coltivate esclusivamente in biologico. Si prevede nell’autunno di introdurre la coltura in struttura coperta per proteggerla in inverno dal gelo, che quest’anno ha prodotto danni notevoli. E’ una pianta salutistica, antiossidante che aumenta le difese immunitarie nell’essere umano.

All’inizio dell’anno è stata introdotta la radice di luce (LichtYam).  Si tratta di un tubero della famiglia delle Diascoracee il cui nome botanico è Dioscorea Batadas ed è utilizzata da millenni nella medicina tradizionale Cinese e orientale in genere, è ritenuta tutt’ora “pianta sacra” per le sue molteplici qualità terapeutiche. In Italia è coltivata nel Lazio, dalla cooperativa Agrilatina, che la commercializza . Nel mese di marzo di quest’anno è stata seminata in una struttura cassonata con tavole, per facilitare la formazione del tubero che a fine produzione dovrebbe risultare di notevole dimensione soprattutto il lunghezza. E’ un ottimo anti-depressivo. Se assunto regolarmente regola le funzioni digestive. Agisce su reni e milza e ha una funzione tonificante sui polmoni. E’ un potente anti-infiammatorio e un ottimo cicatrizzante A pochi giorni dalla semina ha germogliato perfettamente raggiungendo in poco tempo tranta quaranta cem di altezza. Nei prossimi mesi si controlleranno le fasi fenologiche, le eventuali avversità fitosanitarie e si registreranno i dati vegeto-produttivi.

stevia Rebaudiana
aloe Arboscens
Radice di luce

ATTIVITA’ ESTERNA AL C.S.D

Prove per la castanicoltura da legno e da frutto:

Per la prima si stanno collaudando tecniche innovative, come la degemmazione e la spollonatura da diffondere sul territorio, che danno maggiori produzioni di qualità accorciando il turno del ceduo.  Si riesce a combattere il cancro corticale e il mal dell’inchiostro con tecniche oramai collaudate, che lasciano sperare in un vero rilancio della castanicoltura in Calabria, che oltre ad essere una risorsa economica, svolge un ruolo strategico importante nella montagna calabrese.

Per la lotta al Cinipide è in atto il lancio del torimus, che sembra si sia insediato bene.

Sono state effettuate delle prove di concimazione che danno maggiore vigoria alla pianta, resistendo agli attacchi dei parassiti.

I castanicoltori e gli operatori chiedono una lotta concreta alle tortrici del castagno, che sta facendo  registrare una percentuale di bacato molto alta  (60-70%), dovuta al clima sfavorevole e alla scarsa produzione dovuta alla infezione del cinipide.